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CSPA: quando un figlio compie 21 anni prima della green card

Per la legge americana un «child» è tale fino a 21 anni — ma le code per la green card durano più dell'infanzia. Il Child Status Protection Act ferma o riavvolge l'orologio: l'età congelata per i figli di cittadini, la formula per le categorie a quota, l'anno per «cercare di acquisire» — e i casi in cui il figlio invecchia comunque.

01Il problema

L'infanzia dura meno delle code

Tutta la materia nasce da una definizione: per l'INA un child è il figlio non sposato che non ha ancora compiuto ventun anni. Il figlio che li compie — o che si sposa — smette di essere «child», e con l'etichetta perde la categoria: il figlio minore di cittadino era immediate relative senza quota, il derivato del padre sponsorizzato dall'azienda viaggiava sulla petizione del padre; il giorno del compleanno, tutto questo cambia o svanisce. Il fenomeno ha un nome — aging out — ed è il prodotto meccanico di due numeri: le code del sistema a quote si misurano in anni, a volte in decenni, e ventuno anni arrivano per tutti.

Nel 2002 il Congresso ha risposto con il Child Status Protection Act, che non abolisce il problema: lo attenua con un sistema di orologi fermati e riavvolti, ciascuno con regole proprie. Per capire quale orologio governa un figlio bisogna sapere in quale categoria viaggia — ed è qui che le famiglie sbagliano, perché le regole sono tre e non si somigliano.

02Figli di cittadini

L'orologio fermato: l'età si congela al deposito

Per il figlio di un cittadino americano la regola è la più generosa: l'età si determina alla data del deposito dell'I-130 (8 U.S.C. § 1151(f)(1)). Il figlio di vent'anni per cui il genitore deposita oggi resterà «minore di ventun anni» per tutta la vita della pratica, dovesse durare cinque anni: immediate relative senza quota, per sempre — purché non si sposi, perché il CSPA congela l'età, mai lo stato civile.

La stessa logica copre due conversioni frequenti nelle famiglie italoamericane. Il figlio di un residente permanente viaggia in una categoria a quota (F2A); se il genitore si naturalizza, la petizione si converte in immediate relative e l'età si congela alla data della naturalizzazione (§ 1151(f)(2)) — un motivo in più, e spesso decisivo, per non rimandare l'N-400. E il figlio sposato di cittadino (F3) il cui matrimonio finisce: l'età si guarda alla data dello scioglimento (§ 1151(f)(3)). In tutti questi casi l'orologio si ferma a un evento certo e documentabile: la strategia consiste nel far accadere l'evento giusto prima del compleanno.

03Le categorie a quota

L'orologio riavvolto: la formula del § 203(h)

Per le categorie a quota — i figli nelle preferenze familiari e, soprattutto, i derivati: i figli che accompagnano il genitore in una pratica di lavoro, di investimento o della lotteria — l'età non si congela: si ricalcola. La formula del § 203(h) (8 U.S.C. § 1153(h)) prende l'età del figlio nel giorno in cui il visto diventa disponibile e vi sottrae il tempo che la petizione è rimasta pendente davanti a USCIS. Un derivato di 21 anni e 8 mesi al momento della disponibilità, la cui I-140 è stata lavorata per un anno, ha un'«età CSPA» di 20 anni e 8 mesi: ancora child. La lentezza dell'agenzia, per una volta, lavora a favore della famiglia — mentre la coda del Visa Bulletin no: gli anni passati ad aspettare la disponibilità del numero contano tutti.

La formula ha un prezzo: il figlio deve cercare di acquisire la residenza entro un anno dalla disponibilità del visto — depositando l'adjustment, il DS-260, o un altro atto concreto della pratica. L'anno di inerzia brucia la protezione. È la trappola classica della famiglia che «aspetta di essere pronta»: per il figlio al limite dell'età, il deposito entro l'anno non è un dettaglio di calendario ma la condizione stessa del beneficio.

C'è poi una crudeltà tecnica: la disponibilità del visto non è un evento stabile. Le date del bollettino avanzano e retrocedono, e l'età CSPA si calcola su finestre che possono aprirsi e richiudersi; dal 2023 la policy di USCIS ha scelto per il calcolo la tabella più favorevole delle due che il bollettino pubblica, ma resta materia di policy, non di legge — nei casi al limite va verificata al giorno del deposito, non ricordata. Il funzionamento del bollettino merita una spiegazione a parte, e conto di dedicargli una pagina.

04Chi invecchia comunque

Il compleanno che la legge non perdona

Il CSPA non salva tutti, e il caso più duro è quello del derivato che invecchia nonostante la formula: il figlio del beneficiario di una petizione familiare che compie ventidue, venticinque anni mentre la coda del genitore avanza. La legge prevede che la sua petizione «si converta automaticamente nella categoria appropriata» conservando la data di priorità originaria (§ 1153(h)(3)) — e per anni si è discusso se quella frase desse a tutti gli aged-out una corsia con l'anzianità del genitore. La Corte Suprema ha chiuso la questione in senso restrittivo in Scialabba v. Cuellar de Osorio, 134 S. Ct. 2191 (2014), avallando la lettura del Board: la conversione automatica funziona solo dove esiste una categoria in cui convertirsi senza cambiare petitioner — in pratica, il figlio del residente permanente che passa da F2A a F2B. Il nipote che accompagnava la madre nella petizione della nonna riparte, quasi sempre, dalla fine della fila.

Due avvertenze finali, entrambe imparate a caro prezzo dalle famiglie. Il matrimonio del figlio non è mai protetto: il CSPA congela l'età, non lo stato civile, e un matrimonio prima della green card sposta o distrugge la categoria — è una conversazione da fare in famiglia, esplicitamente, prima degli inviti. E la naturalizzazione del genitore, che di regola aiuta, in un caso può nuocere: per il figlio adulto non sposato la coda della categoria «figlio di cittadino» è, per alcuni Paesi, più lunga di quella del figlio di residente, e la legge concede un opt-out per restare nella categoria di partenza. Non è il caso tipico italiano — le code italiane delle due categorie si somigliano — ma è la dimostrazione che in questa materia nessun automatismo va dato per buono senza guardare le date.

Il CSPA non è una protezione: è un insieme di orologi, ciascuno con le proprie regole di carica. Il lavoro dell'avvocato è sapere quale orologio governa quel figlio — e che cosa lo ferma, prima del compleanno.