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Investire negli Stati Uniti

Il trattato, il capitale, l'impresa: tre strumenti diversi per tre progetti diversi. La scelta va fatta prima — correggerla dopo costa cara.

01La scelta dello strumento

Prima la strategia, poi la categoria

L'imprenditore italiano parte da una posizione che molti altri passaporti non hanno: l'Italia è Paese di trattato per le categorie E, in forza del trattato di amicizia, commercio e navigazione concluso con gli Stati Uniti nel dopoguerra. Ma il trattato apre due strade diverse — il commercio (E-1) e l'investimento (E-2) — ed entrambe restano strade non immigranti: si rinnovano finché l'impresa vive, senza condurre da sole alla residenza permanente. La green card dell'investitore è una terza strada, l'EB-5, con requisiti, tempi e logica probatoria propri.

La domanda giusta non è quale visto sia migliore, ma quale corrisponda al progetto: chi commercia tra i due Paesi, chi vuole costruire e dirigere un'impresa, chi vuole investire capitale e ottenere la residenza ragionano su categorie diverse fin dall'inizio. Il filo comune è la prova. In tutte e tre le categorie il caso si vince sulla documentazione — origine e percorso dei fondi, realtà dell'impresa, controllo effettivo — molto più che sulla struttura. Le analisi che seguono esaminano ciascuno strumento per quello che chiede davvero.