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FOIA: ottenere il proprio fascicolo di immigrazione

Ogni domanda di immigrazione viene decisa da un ufficiale che ha davanti il tuo fascicolo. Il Freedom of Information Act permette di leggerlo prima di lui: come si chiede il fascicolo A, quali archivi rispondono, e che cosa fare quando la richiesta si ferma.

01Il punto di partenza

Prima di chiedere qualcosa al governo, leggi che cosa il governo sa di te

Quasi ogni errore grave che vedo nelle pratiche di immigrazione ha la stessa radice: una domanda depositata alla cieca, da qualcuno che non sapeva — o non ricordava — che cosa risultasse nei sistemi federali. Il vecchio controllo in aeroporto messo a verbale, il diniego di visto di dieci anni prima, la dichiarazione resa a un ufficiale e mai più riletta, i giorni di soggiorno che non tornano: tutto questo vive in fascicoli che l'amministrazione conserva e consulta a ogni nuova domanda. Il Freedom of Information Act (5 U.S.C. § 552) dà a chiunque il diritto di ottenerne copia. Per chi ha una storia migratoria complicata, usarlo non è un eccesso di zelo: è l'unico modo di depositare la prossima domanda sapendo che cosa l'ufficiale avrà davanti.

Il documento centrale è l'Alien File, il fascicolo «A» che segue la persona per tutta la vita migratoria: domande e petizioni presentate, decisioni, verbali di colloqui e dichiarazioni giurate, fotografie, corrispondenza, annotazioni degli ufficiali. Chi ha avuto un procedimento di rimozione, un fermo alla frontiera o una richiesta passata troverà lì la versione dei fatti dell'amministrazione — che è quella con cui ogni pratica futura dovrà fare i conti.

02USCIS

Il fascicolo A si chiede online, e solo online

Dal 22 gennaio 2026 USCIS accetta le richieste FOIA esclusivamente attraverso il proprio portale digitale FIRST: la via cartacea del modulo G-639 è stata chiusa. La richiesta si presenta creando un account, identificando la persona di cui si chiede il fascicolo e caricando il consenso quando a chiedere è un terzo — l'avvocato per il cliente, il coniuge per il coniuge. Il consenso alla divulgazione va documentato con la firma dell'interessato secondo le opzioni previste dal portale; per chi si trova all'estero la prassi ammette anche la dichiarazione firmata davanti a un notaio. La risposta arriva in formato digitale, di regola un fascicolo PDF con le parti esenti oscurate: le esenzioni tipiche coprono le annotazioni deliberative interne e le informazioni di terzi.

La legge impone all'agenzia di decidere sulla richiesta «within 20 days (excepting Saturdays, Sundays, and legal public holidays)» (5 U.S.C. § 552(a)(6)(A)(i)). La realtà è meno puntuale: le richieste viaggiano su code diverse a seconda della complessità, e un fascicolo A completo richiede spesso alcuni mesi. È un tempo che va messo nel calendario della strategia: il fascicolo si chiede all'inizio, non alla vigilia del deposito.

03Le altre porte

CBP, il giudice, il consolato: ogni archivio ha la sua chiave

Gli ingressi e le uscite. Lo storico I-94 dei propri arrivi e partenze recenti si scarica direttamente dal sito del CBP, senza FOIA. Per ciò che quel servizio non mostra — i verbali di un controllo in secondary inspection, gli atti di un ritiro della domanda di ammissione o di un'expedited removal — serve una richiesta FOIA al CBP, distinta da quella a USCIS: il fascicolo A e gli archivi di frontiera non coincidono, e chi ha avuto un episodio alla frontiera deve bussare a entrambe le porte.

Il procedimento davanti al giudice. Chi è stato in removal proceedings ha un fascicolo anche presso l'immigration court. Il Record of Proceedings si chiede all'EOIR con il proprio canale di accesso agli atti: per il difensore che eredita un caso vecchio è spesso il documento decisivo, perché contiene ciò che fu detto e ammesso in udienza.

Il consolato. Qui il FOIA incontra un muro voluto dal Congresso: i registri del Dipartimento di Stato «pertaining to the issuance or refusal of visas» sono per legge confidenziali (8 U.S.C. § 1202(f)). La richiesta si può fare, ma le carte che spiegano un diniego di visto — le annotazioni del funzionario, le basi del rifiuto — tornano in larga parte oscurate o trattenute. È bene saperlo prima, per non costruire una strategia sull'attesa di un documento che non arriverà: del diniego consolare si sa, di regola, solo ciò che il consolato ha scritto nella lettera di rifiuto.

I precedenti penali. Per i procedimenti americani il quadro si completa con l'estratto dell'FBI (Identity History Summary, su impronte digitali) e con i certificati delle corti statali dove il processo si è svolto: gli archivi immigratori raccontano l'ingresso del precedente nel sistema, non sostituiscono gli atti penali che un waiver o una difesa richiedono.

04Il rimedio

Quando la richiesta FOIA è ferma, il rimedio è già scritto

Il FOIA è una delle poche leggi che contiene da sé la sanzione per il proprio ritardo. Se l'agenzia non rispetta i termini, il richiedente «shall be deemed to have exhausted his administrative remedies» (5 U.S.C. § 552(a)(6)(C)(i)): può cioè rivolgersi direttamente alla corte federale, senza appelli interni, e chiedere al giudice di ordinare la produzione dei documenti. Non serve dimostrare un ritardo «irragionevole» come nei ricorsi sulle pratiche ferme: basta il termine scaduto, salvo che il governo dimostri circostanze eccezionali e diligenza. Nella pratica, come per il mandamus, il deposito del ricorso produce spesso il documento prima della prima udienza.

05In pratica

L'ordine giusto delle mosse

Per chi ha una storia con l'amministrazione americana — un precedente penale, un vecchio overstay, un diniego, un episodio in frontiera, un procedimento passato — l'ordine corretto è sempre lo stesso: prima il fascicolo, poi la strategia, poi la domanda. Si chiede il fascicolo A a USCIS; se c'è stato un episodio di frontiera, anche gli atti del CBP; se c'è stato un giudice, il Record of Proceedings; se serve il quadro penale, l'estratto FBI e gli atti delle corti. Si legge tutto, si confronta con i ricordi del cliente — che divergono sempre, e mai nel senso favorevole — e solo allora si decide che cosa depositare e che cosa scrivere. Una domanda costruita sul fascicolo non ha sorprese al colloquio; una costruita sui ricordi le ha quasi tutte.

Il fascicolo non si chiede per curiosità: si chiede perché la prossima domanda verrà decisa da qualcuno che lo avrà letto — e conviene averlo letto per primi.