01La categoria nascosta
Quando l'O-1 è la risposta sbagliata
L'artista, il musicista e l'atleta italiani che cercano un visto per lavorare negli Stati Uniti sentono quasi sempre parlare di una sola categoria, l'O-1, e quasi sempre è la categoria sbagliata per loro. L'O-1 è costruito per l'individuo al vertice del proprio campo, con un'acclamazione documentata a livello nazionale o internazionale; non è costruito per una band di sei elementi, per una compagnia di danza, per una squadra, per il gruppo di musica popolare che gira i festival della comunità italoamericana. Per tutti questi il Congresso ha scritto, nel 1990, una lettera diversa dell'alfabeto: la P.
La categoria P del § 101(a)(15) dell'INA contiene quattro sottocategorie che hanno in comune una sola cosa: l'ammissione è legata a un evento, una competizione, una tournée o una stagione, non alla persona in quanto tale. Il P-1 copre gli atleti di livello internazionale, individualmente o in squadra, e i gruppi di intrattenimento riconosciuti a livello internazionale; il P-2 gli artisti che vengono nell'ambito di uno scambio reciproco tra organizzazioni; il P-3 gli artisti e gli intrattenitori che presentano, interpretano o insegnano una forma d'arte culturalmente unica. A ciascuno si affianca il personale di supporto essenziale, e ai familiari spetta il P-4, che non autorizza a lavorare. La legge fissa anche la logica del tempo: il periodo di status è quello che serve «to provide for the competition, event, or performance for which the nonimmigrant is admitted» (8 U.S.C. § 1184(a)(2)(B)).
Il tratto che distingue il P dall'O-1 non è un livello inferiore di qualità — il P-1 chiede un riconoscimento internazionale, che l'O-1 in alcuni campi non chiede — ma l'oggetto della prova: nell'O-1 si prova la persona, nel P si prova il gruppo, l'evento o la tradizione. È una differenza che decide la strategia prima ancora della documentazione.
02P-1A
Atleti: la reputazione internazionale e il contratto
Per l'atleta individuale la norma chiede una prestazione «at an internationally recognized level of performance» (§ 1184(c)(4)(A)(i)(I)); il regolamento traduce il riconoscimento internazionale in «a degree of skill and recognition substantially above that ordinarily encountered, to the extent that such achievement is renowned, leading, or well-known in more than one country» (8 C.F.R. § 214.2(p)(3)). La prova ha una struttura rigida: un contratto con una lega o squadra professionistica americana — o, negli sport individuali, un contratto commensurato al riconoscimento internazionale, se nello sport i contratti si usano — più almeno due tra sette elementi: la partecipazione significativa a una stagione precedente in una lega maggiore americana, la partecipazione a competizioni internazionali con una nazionale, una stagione universitaria americana di rilievo, una dichiarazione scritta della federazione, una dichiarazione di un giornalista sportivo o di un esperto riconosciuto, il ranking internazionale, un premio o un onore significativo (§ 214.2(p)(4)(ii)(B)).
Per la squadra la logica si capovolge: è la squadra come unità a dover essere riconosciuta internazionalmente, e ciascun componente riceve il P-1 sulla base della reputazione della squadra, non della propria. La legge aggiunge ipotesi speciali — l'atleta o l'allenatore di una squadra americana affiliata a una lega straniera di almeno quindici squadre dilettantistiche, i professionisti definiti dal § 204(i)(2), gli spettacoli di pattinaggio su ghiaccio — che raramente toccano gli italiani ma completano il quadro.
Il tempo è il vantaggio del P-1A sull'O-1: la legge consente per l'atleta individuale un periodo iniziale fino a cinque anni, prorogabile di altri cinque (§ 1184(a)(2)(B)), per un totale di dieci; le squadre e i gruppi, invece, ricevono al massimo un anno per volta. Chi firma un contratto pluriennale con una squadra americana ottiene con un P-1 quello che nessun'altra categoria temporanea offre: un orizzonte lungo quanto il contratto. Una precisazione che vale per i dilettanti: l'atleta che viene a competere in un evento senza contratto e senza retribuzione, anche con un premio in denaro, può in molti casi entrare come visitatore B-1, secondo la prassi consolare; il P-1 è la strada di chi viene a lavorare come atleta.
03P-1B
Gruppi: la regola del 75 per cento
Il P-1B è il visto della band, dell'orchestra, della compagnia teatrale o di danza. La legge lo riserva a chi «performs with or is an integral and essential part of the performance of an entertainment group» riconosciuto internazionalmente come outstanding nella propria disciplina «for a sustained and substantial period of time» (§ 1184(c)(4)(B)(i)(I)). Due regole decidono la maggior parte delle pratiche. La prima riguarda il gruppo: il riconoscimento internazionale deve essere del gruppo come unità, non dei suoi componenti presi uno per uno — la band famosa per il suo frontman è un caso P-1B solo se la band, e non il frontman, è ciò che il pubblico riconosce. La seconda riguarda i componenti: ciascun artista deve avere con il gruppo «a sustained and substantial relationship (ordinarily for at least one year)» (§ 1184(c)(4)(B)(i)(II)); il regolamento fissa la soglia in modo aritmetico, «75 percent of the members of the group must have been performing entertainment services for the group for a minimum of 1 year» (§ 214.2(p)(4)(iii)), e la legge esonera dal requisito il 25 per cento restante (§ 1184(c)(4)(B)(iii)(I)). Il turnista aggiunto per la tournée americana sta in quel 25 per cento, o non parte.
La legge ammette deroghe che vale la pena conoscere. Il requisito del riconoscimento internazionale può essere derogato, «in consideration of special circumstances», per un gruppo riconosciuto a livello nazionale per un periodo sostenuto (§ 1184(c)(4)(B)(ii)); il requisito dell'anno può essere derogato per chi sostituisce un componente essenziale ammalato o per chi si aggiunge in un ruolo critico (§ 1184(c)(4)(B)(iii)(II)); il personale di circo che si unisce a un circo riconosciuto nazionalmente è esonerato da entrambi (§ 1184(c)(4)(B)(iv)). Sono deroghe discrezionali, e una petizione che ne dipende va costruita attorno alla deroga, non accanto.
Il periodo di ammissione per i gruppi è di un anno al massimo, prorogabile «in increments of 1 year» per continuare o completare lo stesso evento o la stessa attività (§ 214.2(p)(14)(ii)(B)). La tournée di tre mesi riceve tre mesi; la stagione di un'orchestra riceve la stagione. Chi progetta una presenza pluriennale negli Stati Uniti sta usando il visto sbagliato, e lo scoprirà alla seconda proroga.
04P-3
Culturalmente unico: la categoria che l'Italia riempie
Il P-3 è la sottocategoria che gli italiani conoscono meno e che, per loro, funziona meglio. Il regolamento lo apre agli artisti e intrattenitori, singoli o in gruppo, che vengono «for the purpose of developing, interpreting, representing, coaching, or teaching a unique or traditional ethnic, folk, cultural, musical, theatrical, or artistic performance or presentation» (§ 214.2(p)(6)(i)(A)), e definisce culturally unique come «a style of artistic expression, methodology, or medium which is unique to a particular country, nation, society, class, ethnicity, religion, tribe, or other group of persons» (§ 214.2(p)(3)). Non si chiede il riconoscimento internazionale, né quello nazionale: si chiede l'autenticità. Il programma può essere commerciale o non commerciale, e può consistere anche nell'insegnamento.
La musica popolare regionale, il teatro delle tradizioni, la danza folklorica, le arti liturgiche e artigianali che hanno una radice geografica precisa sono casi P-3 per definizione. La prova ruota attorno a due elementi: le attestazioni di esperti riconosciuti che confermino l'autenticità delle competenze dell'artista nella forma tradizionale — con le credenziali dell'esperto e la base della sua conoscenza — oppure recensioni e materiale pubblicato che documentino l'unicità culturale della performance; e la dimostrazione che tutte le esibizioni del programma saranno eventi culturalmente unici (§ 214.2(p)(6)(ii)). Quest'ultimo punto è quello che fa cadere le petizioni ibride: il gruppo che presenta un repertorio tradizionale in tre serate su dieci e musica d'autore nelle altre sette non ha un programma P-3.
Una cautela sulle arti «italiane» che sono diventate patrimonio universale. L'opera lirica è nata in Italia, ma è repertorio di tutti i teatri del mondo: per il cantante lirico la categoria giusta è di regola l'O-1, o il P-1 con la compagnia, non il P-3. La domanda da porsi non è «è italiano?» ma «è unico di un gruppo di persone, e chi lo esegue lo esegue in quanto membro o interprete di quella tradizione?». Anche il P-3 dura al massimo un anno per volta, con proroghe annuali.
05La procedura
Petizione, consultazione sindacale, itinerario
Tutte le sottocategorie P richiedono una petizione I-129 approvata da USCIS prima del visto, come le H, le L e le O (§ 1184(c)(1)). A presentarla può essere il datore di lavoro americano, un agente, oppure uno sponsor: il regolamento definisce sponsor «an established organization in the United States which will not directly employ a P-1, P-2, or P-3 alien but will assume responsibility for the accuracy of the terms and conditions specified in the petition» (§ 214.2(p)(3)) — la figura del promoter o del festival che organizza la tournée senza assumere gli artisti. Quando le date sono in più città e con più committenti, la petizione include un itinerario, e la sua coerenza è una delle cose che l'ufficiale legge per prime.
La consultazione con un'organizzazione sindacale di categoria «is mandatory before a petition for P-1, P-2, or P-3 classification can be approved» (§ 214.2(p)(7)(i)(A)); la legge la impone per il P-1 e il P-3 con la stessa procedura prevista per gli O (§ 1184(c)(4)(D)). Il parere è scritto, va allegato alla petizione ed è consultivo: «Consultations are advisory and are not binding on the Service» (§ 214.2(p)(7)(i)(D)). Un parere negativo non chiude la pratica, ma deve indicare i fatti specifici su cui si fonda, e la petizione deve rispondere a quei fatti. Per i musicisti il parere lo rilascia di norma il sindacato dei musicisti americani, con tempi e tariffe proprie che vanno messi nel calendario.
Il personale di supporto essenziale — tecnici del suono, coreografi, allenatori, il personale «highly skilled» che svolge «support services which cannot be readily performed by a United States worker» (§ 214.2(p)(3)) — riceve la stessa classificazione del principale, con una consultazione separata e una dichiarazione sulla sua essenzialità pregressa. I familiari ottengono il P-4 e non possono lavorare.
Infine, l'intento. Il P non è tra le categorie che il § 214(b) esonera dalla presunzione di immigrant intent (8 U.S.C. § 1184(b)); il regolamento sui visti P prevede però, come per gli O, che l'approvazione di una labor certification o il deposito di una petizione per la green card non siano di per sé motivo di rifiuto della petizione o del visto. È un dual intent attenuato, e va gestito con la cautela descritta nella pagina su immigrant intent e dual intent: l'atleta con il P-1 quinquennale e la petizione EB-1A in corso è una combinazione lecita, e frequente.
L'O-1 prova la persona; il P prova il gruppo, l'evento o la tradizione. Scegliere la lettera giusta prima di raccogliere un solo documento è metà del lavoro — e la metà che decide l'altra.
Approfondimenti collegati
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