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Per mestiere · Infermieri e fisioterapisti

Infermieri e fisioterapisti: la corsia riservata

Due professioni per cui il Dipartimento del Lavoro ha già deciso che i lavoratori americani non bastano: niente PERM, una green card diretta, e in cambio un certificato che nessun'altra professione deve presentare. Il visto temporaneo, per l'infermiere, in sostanza non esiste.

01La corsia preferenziale

Schedule A: la green card senza PERM

Per due professioni, e due soltanto, il Dipartimento del Lavoro ha già deciso una volta per tutte che i lavoratori americani non bastano. Il regolamento le elenca in una lista che si chiama Schedule A: «We have determined there are not sufficient United States workers who are able, willing, qualified, and available for the occupations listed below on Schedule A» (20 C.F.R. § 656.5). Il Gruppo I comprende i fisioterapisti che «possess all the qualifications necessary to take the physical therapist licensing examination in the state in which they propose to practice» e gli infermieri professionali che abbiano ottenuto il certificato della Commission on Graduates of Foreign Nursing Schools (CGFNS), o una licenza piena e senza restrizioni nello Stato di impiego, o il superamento dell'esame NCLEX-RN (§ 656.5(a)(1)-(2)).

La conseguenza pratica è enorme. La certificazione del lavoro PERM, con i suoi mesi di reclutamento, la determinazione del salario prevalente e l'attesa della decisione del Dipartimento del Lavoro, per queste professioni non esiste: «An employer must apply for a labor certification for a Schedule A occupation by filing an application with the appropriate DHS office, and not with an ETA application processing center» (§ 656.15(a)). Il datore di lavoro allega alla petizione I-140 il modulo di certificazione già compilato, con la determinazione del salario prevalente e la prova di aver affisso l'avviso ai dipendenti (§ 656.15(b)), più la documentazione del Gruppo I: per l'infermiere il certificato CGFNS, la licenza statale o il superamento dell'NCLEX-RN; per il fisioterapista una lettera dell'autorità statale di abilitazione che attesta che il candidato è idoneo a sostenere l'esame scritto di licenza (§ 656.15(c)). Per entrambe le professioni la certificazione si chiede «only under this § 656.15 and not under § 656.17»: la via ordinaria è preclusa, non alternativa.

La classificazione è di regola la terza preferenza per lavoro, EB-3, come professional per chi ha un titolo equiparato al bachelor americano o come skilled worker per chi ha almeno due anni di formazione (8 U.S.C. § 1153(b)(3)(A)(i)-(ii)). La data di priorità è quella del deposito della petizione, perché non c'è una certificazione precedente da cui farla decorrere; da lì il fascicolo entra nella fila del Visa Bulletin, e la terza preferenza per il resto del mondo, a cui l'Italia appartiene, ha conosciuto negli ultimi anni attese variabili che questa pagina non quantifica di proposito. La corsia preferenziale evita il PERM; non evita la fila.

02Il certificato

VisaScreen: il § 212(a)(5)(C)

La stessa legge che agevola infermieri e fisioterapisti li sottopone a un motivo di inammissibilità che nessun'altra professione ha. Il § 212(a)(5)(C) rende inammissibile «any alien who seeks to enter the United States for the purpose of performing labor as a health-care worker, other than a physician», salvo che presenti al console o, in caso di adjustment, a USCIS «a certificate from the Commission on Graduates of Foreign Nursing Schools, or a certificate from an equivalent independent credentialing organization» che attesti tre cose: che formazione, licenza ed esperienza soddisfano i requisiti della categoria, sono «comparable with that required for an American health-care worker of the same type» e sono autentiche, con licenza «unencumbered»; che il candidato ha il livello di inglese fissato dal Dipartimento della Salute, provato con un test standardizzato; e che ha superato, se la maggioranza degli Stati lo riconosce, il test predittivo dell'esame di abilitazione o l'esame stesso (8 U.S.C. § 1182(a)(5)(C)). Sui test di inglese e sui punteggi minimi la scelta del Dipartimento della Salute è «within the sole discretion» e «not subject to further administrative or judicial review».

Il regolamento elenca le sette professioni coperte: infermieri (licensed practical, vocational e registered), terapisti occupazionali, fisioterapisti, logopedisti e audiologi, tecnologi di laboratorio, assistenti medici, tecnici di laboratorio (8 C.F.R. § 212.15(c)). Ne sono esclusi i medici, chi viene per attività non cliniche come l'insegnamento, la ricerca o la direzione di strutture, chi viene per formazione in H-3, F o J, i familiari a carico e chi chiede l'adjustment su base familiare (§ 212.15(b)). Il certificato va presentato al console al momento del visto e all'ufficiale di frontiera al momento dell'ammissione (§ 212.15(d)(1)), e il regolamento avverte che «does not constitute professional authorization to practice in that health care occupation» (§ 212.15(a)(3)): è un requisito di immigrazione, non una licenza. Nel linguaggio corrente il certificato si chiama VisaScreen, dal nome del programma con cui la CGFNS lo rilascia, e la CGFNS è autorizzata a emetterlo per tutte e sette le professioni (§ 212.15(e)(1)); per i terapisti occupazionali esiste anche l'organismo di categoria.

Per l'infermiere che ha già una licenza statale piena e ha superato l'NCLEX-RN il regolamento prevede una dichiarazione certificata alternativa, più snella, se il programma di studi è stato svolto in una lingua ammessa (§ 212.15(h)). Per l'infermiere italiano che studia in italiano la via ordinaria resta il certificato completo, con la sua valutazione documentale e il test di inglese. Conviene chiederlo presto: il certificato ha una validità limitata nel tempo, e un fascicolo EB-3 che aspetta la fila del Visa Bulletin può vederlo scadere prima del colloquio a Napoli.

03I titoli italiani

Laurea triennale, NCLEX e il problema del fisioterapista

La CGFNS non valuta l'infermiere: valuta il suo piano di studi. Il regolamento definisce l'infermiere professionale per il contenuto della formazione, che «generally includes theory and practice in clinical areas such as obstetrics, surgery, pediatrics, psychiatry, and medicine» (20 C.F.R. § 656.5(a)(3)(ii)), e la valutazione confronta ore di teoria e ore di tirocinio del corso italiano con quelle di un programma americano per registered nurse. La laurea triennale in infermieristica copre di regola quelle aree, ma la valutazione è documentale: i certificati con gli esami, i programmi ufficiali dei corsi, le ore di tirocinio per area, le traduzioni certificate, la verifica dell'iscrizione all'ordine con la conferma che la licenza è «unencumbered». Il fascicolo si prepara dall'Italia, e i tempi degli uffici italiani per rilasciare i documenti nella forma richiesta sono spesso la parte più lunga.

L'NCLEX-RN è l'esame di abilitazione unico per tutti gli Stati, ma l'ammissione all'esame la decide il board dello Stato in cui si intende esercitare, con requisiti documentali propri; superato l'esame, la licenza è di quello Stato, e il trasferimento in un altro segue regole di reciprocità che variano. L'esame si sostiene in sedi americane e in alcune sedi internazionali. Il test di inglese richiesto dal VisaScreen è distinto dall'esame di abilitazione e ha i punteggi minimi fissati dal Dipartimento della Salute, non dallo Stato.

Il fisioterapista ha un problema in più. Negli Stati Uniti il titolo di ingresso alla professione è oggi il dottorato professionale, il Doctor of Physical Therapy, e gli organismi di valutazione confrontano il titolo straniero con quello. La laurea triennale italiana in fisioterapia risulta di regola carente rispetto a quel parametro, per anni di studio e per contenuti; la laurea magistrale in scienze riabilitative colma una parte della distanza ma non necessariamente tutta, e il giudizio dipende dal piano di studi effettivo. La valutazione va fatta prima di ogni altra cosa, perché la Schedule A per il fisioterapista presuppone che il candidato abbia «all the qualifications necessary to take the physical therapist licensing examination» nello Stato prescelto: se lo Stato non lo ammette all'esame, la corsia preferenziale non si apre. Chi risulta carente può integrare la formazione, e alcuni programmi americani sono costruiti per questo; è tempo e denaro da mettere nel calcolo prima del visto.

04Il visto temporaneo

Perché l'H-1B di regola non funziona per l'infermiere

L'H-1B richiede una specialty occupation, e la legge la definisce come un'occupazione che richiede «attainment of a bachelor's or higher degree in the specific specialty (or its equivalent) as a minimum for entry into the occupation in the United States» (8 U.S.C. § 1184(i)(1)(B)). La professione di registered nurse, negli Stati Uniti, non lo richiede: si accede con un diploma associato di due anni o con un diploma ospedaliero, oltre che con il bachelor. Da questo dato USCIS ha tratto, con una prassi amministrativa consolidata da oltre vent'anni, la conclusione che la posizione ordinaria di infermiere non è una specialty occupation, per quanto qualificato sia il candidato. Le eccezioni riguardano le posizioni che effettivamente richiedono il bachelor come minimo: l'infermiere di pratica avanzata, come il nurse practitioner o l'infermiere anestesista, le posizioni di direzione infermieristica, alcune specialità cliniche in strutture che documentano il requisito. Ogni petizione si regge sulla prova che quella posizione, non la professione in astratto, esige il titolo; è una prova che la maggior parte degli ospedali non è in grado di dare per il reparto ordinario.

Il fisioterapista sta dall'altra parte della linea: il dottorato professionale come titolo di ingresso fa della fisioterapia una specialty occupation senza discussione, e l'H-1B è per lui una strada normale, con il limite della lotteria annuale descritto nella pagina sulla registration H-1B e con l'esenzione dal tetto per gli ospedali universitari e le organizzazioni di ricerca non profit (8 U.S.C. § 1184(g)(5)). Anche in H-1B il fisioterapista deve presentare il certificato del § 212(a)(5)(C) al console, perché il motivo di inammissibilità vale per immigranti e non immigranti allo stesso modo.

Nella legge esiste ancora un visto scritto per gli infermieri, l'H-1C, «who is coming temporarily to the United States to perform services as a registered nurse» in strutture di aree svantaggiate (8 U.S.C. § 1101(a)(15)(H)(i)(c)): il programma che lo sosteneva è scaduto da anni e la categoria non si rilascia. Il TN del trattato nordamericano, che copre gli infermieri, è riservato a canadesi e messicani. Per l'infermiere italiano la strada temporanea, in sostanza, non c'è; la strada è la green card, e la Schedule A esiste perché il Congresso e il Dipartimento del Lavoro lo sanno.

05Il percorso

Dal contratto al colloquio di Napoli

La sequenza tipica per chi parte dall'Italia è questa. Prima la valutazione dei titoli e l'ammissione all'esame, che si ottengono da casa; poi l'NCLEX-RN, o per il fisioterapista l'esame nazionale della professione; poi il test di inglese e il certificato VisaScreen; poi il contratto con un datore di lavoro americano, che deposita la petizione I-140 con la Schedule A allegata; poi la fila del Visa Bulletin; infine il consular processing, con il colloquio al Consolato Generale di Napoli, l'unico posto in Italia che tratta i visti immigranti, e con il certificato valido in mano. Chi si trova già negli Stati Uniti in uno status valido, per esempio il fisioterapista in H-1B o lo studente F-1 che ha completato un programma americano, può chiedere l'adjustment quando la data di priorità è corrente, presentando il certificato a USCIS.

Il datore di lavoro è spesso un'agenzia di reclutamento sanitario, non l'ospedale, e il contratto merita una lettura attenta prima della firma: durata dell'impegno, penali per la risoluzione anticipata, chi sostiene i costi degli esami e della pratica, dove si lavora davvero. Nessuna di queste clausole è materia di immigrazione, ma tutte condizionano la vita dei primi anni; la petizione EB-3, una volta approvata, è legata a quel datore di lavoro, e cambiarlo prima della green card ha regole proprie che dipendono dallo stadio della pratica.

Le scorciatoie non esistono. Entrare con l'ESTA per «cercare un ospedale» è un uso improprio del programma; lavorare come assistente domiciliare in visita è lavoro non autorizzato; nessuno status da visitatore si converte in una posizione infermieristica dall'interno, e chi è entrato con l'ESTA non può chiedere un cambio di status (8 U.S.C. § 1258(a)(4)). Il percorso regolare è lungo, ma è un percorso che porta direttamente alla residenza permanente, e per una professione intera: è più di quanto l'ordinamento americano conceda a quasi chiunque altro.

L'infermiere italiano non ha un visto temporaneo: ha una green card con una corsia riservata. Il lavoro sta prima, nei titoli, negli esami e nel certificato.