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Per mestiere · Musicisti e artisti

Musicisti e artisti dello spettacolo

Nelle arti la legge chiede la distinzione, non il genio, e apre la porta anche a chi il palco lo costruisce. Tre lettere, una prassi consolare strettissima sul non pagato, e tre strade verso la green card, una delle quali quasi nessuno conosce.

01Le lettere

Chi sale sul palco e chi lo costruisce

Il musicista, l'attore, il ballerino e il tecnico di palco italiani che vengono a lavorare negli Stati Uniti hanno davanti tre lettere e una prassi. L'O-1B per l'artista individuale con un profilo riconosciuto; il P, nelle sue varianti, per il gruppo, per lo scambio e per la tradizione; il B-1 e l'ESTA per le pochissime attività artistiche che l'ordinamento non considera lavoro. La meccanica del P, con la regola del 75 per cento, la categoria «culturalmente unica» e la consultazione sindacale, è nella pagina su P-1 e P-3; questa pagina parte dall'O-1B, che è la categoria dell'individuo, e arriva alla green card.

Prima di tutto, però, una precisazione che cambia la platea. Il regolamento definisce le arti come «any field of creative activity or endeavor such as, but not limited to, fine arts, visual arts, culinary arts, and performing arts», e aggiunge che chi opera nel campo delle arti comprende «not only the principal creators and performers but other essential persons such as, but not limited to, directors, set designers, lighting designers, sound designers, choreographers, choreologists, conductors, orchestrators, coaches, arrangers, musical supervisors, costume designers, makeup artists, flight masters, stage technicians, and animal trainers» (8 C.F.R. § 214.2(o)(3)(ii)). Il fonico, la costumista, il direttore di scena, il light designer, l'arrangiatore hanno accesso all'O-1B con gli stessi criteri del solista, e con una prova, quella del ruolo critico in produzioni di reputazione riconosciuta, che per loro è spesso più facile da documentare che per l'interprete.

02O-1B

Distinzione, non straordinarietà

Nelle arti l'O-1 non chiede di essere «one of the small percentage who have arisen to the very top», lo standard delle scienze, dell'impresa e dello sport. Chiede la distinction: «a high level of achievement in the field of arts evidenced by a degree of skill and recognition substantially above that ordinarily encountered to the extent that a person described as prominent is renowned, leading, or well-known in the field of arts» (§ 214.2(o)(3)(ii)). È uno standard più basso, ed è la ragione per cui l'O-1B viene approvato a musicisti e attori che non hanno mai vinto nulla di famoso ma hanno una carriera riconoscibile. La prova è una nomination o un premio nazionale o internazionale significativo, «such as an Academy Award, an Emmy, a Grammy, or a Director's Guild Award», oppure almeno tre di sei criteri: ruolo di protagonista o di primo piano in produzioni o eventi di reputazione riconosciuta, provato da recensioni, pubblicità, contratti; riconoscimento nazionale o internazionale in recensioni o articoli su giornali maggiori e riviste di settore; ruolo di primo piano o critico per organizzazioni di reputazione riconosciuta; successi commerciali o di critica misurabili, «box office receipts», classifiche, rating; riconoscimenti significativi da organizzazioni, critici, enti pubblici o esperti, in testimonianze che indichino l'autorità di chi scrive; retribuzione elevata rispetto agli altri nel campo (§ 214.2(o)(3)(iv)). Se i criteri non si adattano al mestiere, il regolamento ammette prove comparabili.

Il cinema e la televisione fanno eccezione, verso l'alto: per le produzioni cinematografiche e televisive lo standard è l'extraordinary achievement, un livello «significantly above that ordinarily encountered», e la petizione passa da una doppia consultazione, con il sindacato di categoria e con un'organizzazione dei produttori (8 U.S.C. § 1184(c)(3)). Per tutte le altre arti la consultazione è con il sindacato di categoria, il parere è scritto e consultivo, e la legge prevede che, per l'artista già ammesso in O-1B che torna «to perform similar services within 2 years» dalla consultazione precedente, il requisito venga derogato (§ 1184(c)(3)): il musicista che gira gli Stati Uniti ogni anno non ripete la consultazione a ogni tournée.

Due tratti procedurali contano in pratica. La petizione la deposita un datore di lavoro americano oppure un agente: il regolamento ammette l'agente come petitioner per i lavoratori tradizionalmente autonomi o che usano agenti per organizzare impieghi brevi con più committenti, ed è la forma normale per il musicista con date in città diverse, con un itinerario e con contratti allegati; l'agente che fa da datore di lavoro risponde per contratto delle condizioni dichiarate. Il periodo di status, poi, è quello che serve «to provide for the event (or events) for which the nonimmigrant is admitted» (8 U.S.C. § 1184(a)(2)(A)): una stagione, una tournée, una residenza, e il regolamento fissa un tetto al periodo iniziale, con proroghe per lo stesso evento. Il personale di supporto che accompagna l'artista, con competenze critiche e un rapporto pregresso, riceve l'O-2; i familiari l'O-3, che non autorizza a lavorare.

03Il gruppo

P-1B, P-2, P-3: quando la prova non è la persona

La band, l'orchestra, la compagnia di danza e il gruppo di musica popolare non hanno bisogno dell'O-1B, e di regola non lo otterrebbero, perché il riconoscimento è del gruppo e non del singolo. Per loro il Congresso ha scritto il P-1B, con la regola che tre quarti dei componenti debbano suonare insieme da almeno un anno, il P-3 per chi presenta o insegna una forma d'arte «culturalmente unica», che per la musica popolare regionale e il teatro delle tradizioni italiane è la categoria naturale, e il P-2 per gli artisti che vengono nell'ambito di un programma di scambio reciproco tra organizzazioni americane e straniere, previa consultazione con i sindacati degli artisti (8 U.S.C. § 1184(c)(4)(E)). Il P-2 è la lettera che nessuno usa perché pochi sanno che esiste: presuppone un accordo di scambio strutturato tra un'organizzazione americana e una italiana, con artisti che vanno in una direzione e nell'altra a condizioni comparabili; dove l'accordo c'è, evita la prova del riconoscimento.

La scelta tra O e P si fa prima di raccogliere un solo documento, e la pagina sul visto P spiega come: nell'O si prova la persona, nel P il gruppo, l'evento o la tradizione. Il cantante lirico è di regola un O-1B, non un P-3; il quartetto che gira i festival italoamericani è un P-3 o un P-1B; il solista che parte con la propria band è un O-1B con i musicisti in O-2 se sono personale di supporto essenziale, o un P-1B se la band è l'unità riconosciuta. Sbagliare lettera costa una petizione.

04Il B-1 e l'ESTA

La regola del non pagato

Per l'artista che si esibisce, il visto da visitatore e l'ESTA coprono un perimetro strettissimo, definito dalla prassi consolare e non dalla legge: l'esibizione in un programma culturale sponsorizzato dal Paese d'origine senza altra retribuzione che le spese; la partecipazione a un concorso senza altro compenso che il premio; la registrazione in studio senza esibizione pubblica e con il compenso pagato all'estero. Fuori da questi casi, suonare davanti a un pubblico americano è lavoro, e lo è anche se il cachet lo paga l'associazione italoamericana, anche se lo paga un committente italiano, anche se consiste in vitto e alloggio, anche se sono le mance di una serata in un locale. La regola che il pagamento all'estero renda l'attività da visitatore vale per chi viene a fare cose incidentali a un lavoro che si svolge principalmente fuori dagli Stati Uniti; non vale per chi viene a esibirsi.

Le conseguenze sono quelle descritte nelle pagine sull'ESTA e sui controlli di frontiera: il musicista con lo strumento in mano, una lista di date pubblicate sui social e un ESTA viene respinto alla frontiera con una certa regolarità, e il respingimento pesa per anni. Il gruppo italoamericano che «invita» la band dall'Italia deve sapere che l'invito è una petizione P, con la consultazione sindacale e i suoi tempi; l'artista deve sapere che «non prendo nulla, mi pagano solo il viaggio» è la frase con cui la prassi consolare tollera il programma culturale sponsorizzato, non la tournée nei locali. E chi è entrato con l'ESTA non può chiedere il cambio di status dall'interno (8 U.S.C. § 1258(a)(4)).

05La green card

EB-1A, Schedule A per le arti dello spettacolo, NIW

La residenza permanente dell'artista ha tre strade. L'EB-1A è la green card della capacità straordinaria nelle arti, con la prova, questa volta sì, dell'acclamazione «sustained national or international» (8 U.S.C. § 1153(b)(1)(A)) attraverso un premio maggiore o tre dei dieci criteri regolamentari, seguita dalla valutazione complessiva che Kazarian v. USCIS, 596 F.3d 1115 (9th Cir. 2010), ha reso la seconda metà di ogni pratica; è una self-petition, senza datore di lavoro. L'O-1B approvato non prova l'EB-1A, perché lo standard della distinzione è più basso di quello dell'acclamazione sostenuta; ma il fascicolo si costruisce sugli stessi documenti, e l'artista in O-1B che pianifica la green card ha interesse a raccogliere prove di acclamazione durante gli anni americani, non alla fine.

La seconda strada è meno nota e vale solo per le arti dello spettacolo. La Schedule A del Dipartimento del Lavoro, la lista delle occupazioni per cui il reclutamento di lavoratori americani è dispensato, comprende nel Gruppo II gli «aliens of exceptional ability in the performing arts whose work during the past 12 months did require, and whose intended work in the United States will require, exceptional ability» (20 C.F.R. § 656.5(b)(2)). La classificazione è la seconda preferenza per capacità eccezionale, il datore di lavoro serve, il PERM no: la petizione si deposita direttamente a USCIS con la determinazione del salario prevalente e la documentazione dell'acclamazione, come descritto nella pagina sulla EB-2 exceptional ability e, per i dettagli della Schedule A, in quella sugli infermieri, che ne è l'altro beneficiario. L'orchestra o la compagnia stabile che vuole assumere in modo permanente un interprete italiano ha qui una via che quasi nessuno le propone.

La terza è il national interest waiver, per l'artista con un progetto di rilievo nazionale che non vuole o non ha un datore di lavoro: lo standard di Matter of Dhanasar, 26 I&N Dec. 884 (AAO 2016), si applica alle arti come alle scienze, e l'insegnante, il direttore artistico, il compositore con un'attività documentata di impatto hanno un caso da valutare. Per tutte e tre le strade vale la cautela sull'intento: l'O non è tra le categorie che la legge esonera dalla presunzione di immigrant intent, e la tolleranza amministrativa verso il doppio intento dell'O-1 non ha base nella legge; la petizione per la green card si deposita, ma i viaggi durante l'attesa si pianificano.

06Casi italiani

Il conservatorio, il DJ, il tatuatore, il maestro

Alcune situazioni ricorrono. Il diploma di conservatorio e i titoli dell'alta formazione artistica non servono a nessuna delle categorie di questa pagina, che non chiedono titoli di studio: servono, semmai, per le categorie fondate sul titolo, e per l'insegnamento universitario; l'artista italiano che si presenta con il diploma e senza recensioni ha il fascicolo sbagliato. Il DJ con residenze nei club americani è un O-1B tipico, con l'agente come petitioner, l'itinerario delle serate e la prova della retribuzione e delle recensioni di settore; il DJ che «viene a fare due date» con l'ESTA è il caso di frontiera della sezione precedente. Il tatuatore è un artista visivo ai fini dell'O-1B, e in più deve fare i conti con le licenze sanitarie statali o locali, che il visto non sostituisce. Il maestro che viene a tenere masterclass ha, a seconda del contenuto, il P-3 se insegna una forma d'arte tradizionale, l'O-1B se insegna con il proprio nome, il B-1 se l'incarico è occasionale, non retribuito oltre le spese e inserito in un programma accademico; e il docente di ruolo in un'università americana ha le categorie descritte nella pagina sui ricercatori e professori.

Un'ultima nota sui compensi. Il diritto d'autore che matura in Italia e viene pagato in Italia non è lavoro negli Stati Uniti, e il compositore in visita che incassa le proprie royalties non viola nulla; il compenso per un'esibizione americana lo è sempre, da chiunque venga pagato. La distinzione tra reddito passivo e prestazione è quella che decide, e conviene averla chiara prima di rispondere alla domanda dell'ufficiale di frontiera su cosa si viene a fare.

Nelle arti la legge chiede la distinzione, non il genio: una carriera riconoscibile, documentata, e la lettera giusta prima del primo documento.