01Le categorie dell'università
Il mestiere che l'ordinamento tratta meglio
Nessuna professione ha, nel diritto americano dell'immigrazione, tante porte aperte quante ne ha la ricerca. Il ricercatore e il docente italiani hanno un H-1B senza lotteria, un J-1 con cinque anni di durata, un O-1A che si costruisce con le pubblicazioni, una green card di prima preferenza scritta per loro, un national interest waiver che li ha in mente e una procedura di certificazione del lavoro semplificata per le cattedre. Il problema del ricercatore non è trovare una categoria: è scegliere la sequenza giusta, perché due delle porte più comode, il J-1 e il dottorato in F-1, portano con sé vincoli che si scoprono anni dopo, al momento della green card.
Questa pagina segue l'ordine di una carriera: il postdoc o il visiting in J-1, la posizione strutturata in H-1B esente dal tetto, la green card EB-1B con l'offerta di ruolo o il national interest waiver senza, e le alternative per chi sta ai margini di questo percorso. Le regole generali di ciascuna categoria sono nelle pagine dedicate; qui contano le regole speciali che valgono per l'università e per i centri di ricerca.
02J-1
Il research scholar, i cinque anni e il finanziamento pubblico
Il J-1 nella categoria professor o research scholar è la porta d'ingresso della maggior parte dei ricercatori italiani. Il regolamento consente la partecipazione «for the length of time necessary to complete his or her program, provided such time does not exceed five years», in un periodo continuo che decorre dall'inizio del programma (22 C.F.R. § 62.20(i)(1)); esclude chi è «a candidate for a tenure track position» (§ 62.20(d)(1)), perché il J-1 è uno scambio e non un reclutamento; e pone un divieto di rientro per chi è stato negli Stati Uniti in J nei dodici mesi precedenti, salvo trasferimenti, presenze inferiori a sei mesi e soggiorni brevi da short-term scholar (§ 62.20(d)(2)), oltre a un divieto di ripetizione dopo un programma completo. Il postdoc che finisce un J-1 e vuole cominciarne un altro subito dopo, in un'altra università, scopre questi divieti dalla segreteria del nuovo ateneo.
Il vincolo che conta di più è l'obbligo di residenza biennale del § 212(e), e per il ricercatore italiano scatta più spesso di quanto si creda. La legge lo impone a chi ha partecipato a un programma «financed in whole or in part, directly or indirectly, by an agency of the Government of the United States or by the government of the country of his nationality or his last residence», oltre che a chi proviene da un Paese inserito nell'elenco delle competenze richieste e ai medici in formazione clinica (8 U.S.C. § 1182(e)). L'Italia non figura, di regola, in quell'elenco; ma il ricercatore che durante il J-1 resta stipendiato da un'università pubblica o da un ente di ricerca pubblico italiano, o che parte con una borsa ministeriale o con fondi pubblici europei, ha un programma finanziato da un governo, e l'annotazione sul DS-2019 e sul visto lo dirà. L'effetto è il divieto, fino a due anni di residenza in Italia, di ottenere la green card, l'H-1B e l'L-1. Per il ricercatore, a differenza del medico, il no objection statement del governo italiano è una via ordinaria per il waiver, e va chiesto per tempo: la petizione EB-1B si può approvare, ma l'adjustment e il visto immigrante no, finché il vincolo non è sciolto. Chi ha davanti una carriera americana fa bene a chiarire la fonte del proprio finanziamento prima di firmare il DS-2019, non dopo.
03H-1B
Esente dal tetto: l'H-1B dell'università
L'H-1B ha una lotteria per tutti tranne che per l'università. Il tetto annuale «shall not apply to any nonimmigrant alien» impiegato o con un'offerta «at an institution of higher education ... or a related or affiliated nonprofit entity», oppure «at a nonprofit research organization or a governmental research organization» (8 U.S.C. § 1184(g)(5)(A)-(B)). L'ateneo, l'ospedale universitario, l'istituto di ricerca non profit e il laboratorio federale depositano la petizione in qualsiasi mese dell'anno, senza registrazione a marzo e senza sorteggio; il ricercatore con un dottorato e una posizione di ricerca soddisfa senza fatica la definizione di specialty occupation (§ 1184(i)); e la petizione si approva nei tempi ordinari. La stessa esenzione copre chi ha «a master's or higher degree from a United States institution of higher education», fino a un numero annuo separato (§ 1184(g)(5)(C)): il dottorando italiano che finisce negli Stati Uniti ha, per questa via, una seconda esenzione, anche verso un datore di lavoro privato.
Il rovescio è scritto nella norma successiva: chi «ceases to be employed by an employer described in paragraph (5)(A)» e passa a un datore di lavoro ordinario viene contato nel tetto «the first time the alien is employed by an employer other than one described in paragraph (5)» (§ 1184(g)(6)). Il ricercatore che dopo tre anni in università accetta un'offerta dell'industria torna nella lotteria come chiunque altro, e deve pianificare il passaggio intorno alla registrazione di marzo. La questione più discussa nella prassi è che cosa sia un ente «related or affiliated» a un'università: l'ospedale con una convenzione, l'istituto con un accordo di ricerca, la fondazione che condivide il consiglio; è una prova documentale, e l'ateneo la conosce meglio del ricercatore. Le limitazioni all'ingresso dall'estero di nuovi lavoratori H-1B introdotte nel 2025, descritte nella pagina sull'H-1B, vanno verificate anche per le posizioni esenti dal tetto: l'esenzione riguarda il numero, non la frontiera.
L'H-1B dura al massimo sei anni, e oltre i sei anni la legge sul portability del 2000 consente proroghe a chi ha una certificazione del lavoro o una petizione per la green card pendente da tempo o approvata senza un numero di visto disponibile. Per il ricercatore la sequenza tipica è H-1B esente dal tetto nel primo anno, petizione EB-1B nel secondo o nel terzo, adjustment quando la data è corrente. Il coniuge in H-4 non lavora, salvo il caso della petizione I-140 approvata, per cui il regolamento prevede un'autorizzazione; il coniuge in J-2 può chiedere l'autorizzazione al lavoro fin dall'inizio, ed è una delle ragioni per cui molte famiglie preferiscono il J-1 anche quando l'H-1B sarebbe disponibile.
04EB-1B
Outstanding: la green card con l'offerta di ruolo
La prima preferenza per lavoro ha una sottocategoria scritta per il mondo accademico. È descritto dall'EB-1B chi «is recognized internationally as outstanding in a specific academic area», ha «at least 3 years of experience in teaching or research in the academic area» ed entra per una posizione di ruolo o in tenure track in un'università, per una posizione comparabile di ricerca in un'università, oppure per una posizione comparabile di ricerca «with a department, division, or institute of a private employer, if the department, division, or institute employs at least 3 persons full-time in research activities and has achieved documented accomplishments in an academic field» (8 U.S.C. § 1153(b)(1)(B)). Niente certificazione del lavoro: il regolamento lo dice espressamente. La prova del riconoscimento internazionale è almeno due di sei criteri: premi maggiori, appartenenza ad associazioni che richiedono risultati eccezionali, articoli scritti da altri sul proprio lavoro, attività di revisore o giudice del lavoro altrui, contributi di ricerca originali, autorship di libri o articoli in riviste a circolazione internazionale (8 C.F.R. § 204.5(i)(3)(i)); i tre anni di esperienza si provano con lettere dei datori di lavoro, e il periodo del dottorato conta «only if the alien has acquired the degree, and if the teaching duties were such that he or she had full responsibility for the class taught or if the research conducted toward the degree has been recognized within the academic field as outstanding» (§ 204.5(i)(3)(iii)). Il postdoc con dottorato, tre anni tra dottorato e postdoc, una ventina di pubblicazioni, un'attività di peer review e un'offerta permanente da un'università ha, di regola, un fascicolo EB-1B.
Le differenze con l'EB-1A vanno tenute ferme. L'EB-1B richiede un datore di lavoro e un'offerta di lavoro permanente, che l'EB-1A non richiede; lo standard è «outstanding», non «extraordinary»; i criteri sono due su sei, non tre su dieci. La petizione è del datore di lavoro, e il ricercatore che cambia università prima dell'approvazione ricomincia. La posizione «comparabile» di ricerca non ha bisogno di essere di ruolo, ma deve essere permanente nell'intenzione, e la lettera d'offerta deve dirlo: il contratto di postdoc a termine non è un'offerta EB-1B, e per chi ha solo quello la strada è il national interest waiver. Come per l'EB-1A, la prassi applica la valutazione in due tempi che le corti hanno reso obbligatoria: prima i criteri, poi il giudizio complessivo sul riconoscimento internazionale, in cui contano le citazioni nel contesto della disciplina, l'indipendenza degli autori delle lettere e la specificità di ciò che il ricercatore ha cambiato nel proprio campo.
05Le alternative
NIW, O-1A e la certificazione speciale per le cattedre
Il national interest waiver è la green card del ricercatore senza offerta permanente: una self-petition di seconda preferenza in cui si dispensa il datore di lavoro e la certificazione se il lavoro proposto ha «substantial merit and national importance», il ricercatore è «well positioned» per portarlo avanti e, nel bilancio, conviene agli Stati Uniti dispensare dal reclutamento (Matter of Dhanasar, 26 I&N Dec. 884 (AAO 2016)). Nel 2022 USCIS ha pubblicato orientamenti che descrivono il ricercatore nelle discipline scientifiche e tecnologiche come un candidato tipico, con un'attenzione particolare ai dottorati e ai campi considerati critici; sono orientamenti, non legge, e vanno letti nella versione vigente. Il dottorato italiano è un titolo avanzato per questa categoria, e il ricercatore a tempo determinato, che in Italia non ha una posizione permanente e non l'avrebbe nemmeno negli Stati Uniti nel breve periodo, ha qui la via più coerente con la propria situazione.
L'O-1A è il visto temporaneo di chi ha già i documenti: il regolamento chiede tre di otto criteri, tra cui premi, articoli su di sé, attività di giudice del lavoro altrui, contributi originali di rilievo, autorship di articoli scientifici, ruolo critico in organizzazioni di reputazione riconosciuta, retribuzione elevata (8 C.F.R. § 214.2(o)(3)(iii)); per il ricercatore con pubblicazioni e peer review tre criteri si riempiono spesso senza sforzo, e l'O-1A serve a chi non può usare l'H-1B esente, per esempio perché il datore di lavoro è una società privata, o a chi è soggetto al § 212(e), che non vieta l'O. Vale però la cautela sull'intento: la tolleranza del doppio intento nell'O non è scritta nella legge.
Infine la certificazione del lavoro, che per le cattedre ha una procedura propria. La legge consente all'università di preferire il candidato straniero se è «equally qualified», invece di «qualified», ai lavoratori americani, per «a member of the teaching profession» (8 U.S.C. § 1182(a)(5)(A)(ii)(I)); e il regolamento sostituisce il reclutamento PERM ordinario con la documentazione del concorso già svolto: la dichiarazione del responsabile delle assunzioni con il numero dei candidati e le ragioni per cui il prescelto era più qualificato di ciascun americano, il rapporto finale della commissione, almeno un annuncio su una rivista professionale nazionale, gli altri canali usati, l'attestazione dei titoli (20 C.F.R. § 656.18(b)). La domanda va depositata «within 18 months after a selection is made» (§ 656.18(c)): il docente reclutato con un concorso pubblico ha diciotto mesi per trasformare quel concorso in una certificazione, e l'ateneo che lascia passare il termine ricomincia con il reclutamento ordinario. È la via della seconda preferenza per il docente che non ha ancora il profilo EB-1B, e viaggia con la data di priorità come tutte le altre.
06La sequenza
Che cosa decidere prima di partire
Tre decisioni si prendono in Italia. La prima è la fonte del finanziamento del J-1, che decide se ci sarà un obbligo biennale e se il waiver con il no objection sarà necessario; chi può scegliere tra un J-1 pagato dall'ente italiano e un H-1B esente dal tetto pagato dall'università americana sceglie sapendo che cosa comporta ciascuno. La seconda è la conservazione delle prove: le citazioni, le lettere d'invito, le revisioni svolte per le riviste, i premi anche minori, gli articoli di stampa sul proprio lavoro sono i documenti dell'EB-1B e dell'O-1A, e vanno raccolti mentre accadono. La terza è il calendario della green card: la petizione EB-1B o NIW si deposita appena il profilo la regge, non quando l'H-1B sta per scadere, perché la data di priorità e i tempi di adjudicazione decidono se i sei anni basteranno. Il resto, per il ricercatore, è amministrazione: l'ordinamento ha già deciso di volerlo.
Per la ricerca il diritto americano ha tolto la lotteria, dispensato il reclutamento e scritto una prima preferenza. Il vincolo che resta è quello che il ricercatore si porta da casa: il finanziamento pubblico del J-1.
Approfondimenti collegati
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