01La categoria scritta nella legge
Un H-1B senza laurea
La moda è l'unico mestiere che il Congresso ha inserito per nome nella definizione dell'H-1B. Il visto della specialty occupation, quello degli ingegneri e degli analisti, richiede una laurea specifica come requisito minimo della professione; la stessa lettera della legge apre la categoria anche a chi viene «as a fashion model, who ... is of distinguished merit and ability» (8 U.S.C. § 1101(a)(15)(H)(i)(b)), senza alcun titolo di studio. Nel gergo la si chiama H-1B3. Tutto il resto dell'H-1B si applica per intero: il datore di lavoro deve depositare la Labor Condition Application presso il Dipartimento del Lavoro, impegnandosi al salario prevalente e alle condizioni di lavoro (8 U.S.C. § 1182(n)(1)); la petizione va approvata da USCIS prima del visto (§ 1184(c)(1)); e la categoria è soggetta al tetto numerico annuale di 65.000 visti (§ 1184(g)(1)(A)(vii)), lo stesso degli ingegneri, con la stessa lotteria di marzo descritta nella pagina sulla registration H-1B. Questo è il punto che le agenzie scoprono tardi: la modella italiana con un contratto a New York entra nello stesso sorteggio dello sviluppatore indiano, e le esenzioni dal tetto, scritte per università e centri di ricerca (§ 1184(g)(5)), non coprono nessuna agenzia di moda.
Il regolamento traduce «distinguished merit and ability» in prominence, e la scompone in due prove. La posizione deve richiedere una modella di rilievo: «the services to be performed involve events or productions which have a distinguished reputation» oppure «are to be performed for an organization or establishment that has a distinguished reputation for, or record of, employing prominent persons» (8 C.F.R. § 214.2(h)(4)(vii)(B)). E la modella deve esserlo, con due di quattro elementi: riconoscimento nazionale o internazionale provato da recensioni su giornali maggiori, riviste di settore o altre pubblicazioni; servizi resi, e da rendere, per datori di lavoro di reputazione riconosciuta; riconoscimenti significativi da organizzazioni, critici, case di moda, agenzie o altri esperti; retribuzione elevata provata da contratti (§ 214.2(h)(4)(vii)(C)). Alla petizione si allegano le testimonianze, che «shall specifically describe the beneficiary's recognition and ability in factual terms», e i contratti o il riassunto degli accordi verbali (§ 214.2(h)(4)(vii)(A)). Il book non è una prova; le copertine, gli editoriali e le campagne per marchi di reputazione riconosciuta lo sono.
02L'agenzia
Il petitioner, l'itinerario e il salario garantito
La modella non ha un datore di lavoro: ha clienti, e un'agenzia che li procura. Il regolamento lo sa, e ammette l'agente americano come petitioner «in cases involving workers who are traditionally self-employed or workers who use agents to arrange short-term employment on their behalf with numerous employers», specificando che l'agente può essere il datore di lavoro effettivo, il rappresentante di entrambe le parti o il mandatario di un datore straniero, e che «the burden is on the agent to explain the terms and conditions of the employment and to provide any required documentation» (8 C.F.R. § 214.2(h)(2)(i)(F)). L'agenzia che agisce da datore di lavoro «must guarantee the wages and other terms and conditions of employment by contractual agreement»: è l'agenzia, non il cliente del singolo servizio, a rispondere del salario dichiarato nell'LCA, e a risponderne anche nei periodi in cui la modella non lavora, perché le regole dell'LCA vietano di sospendere la retribuzione per mancanza di ingaggi.
Da qui discendono le cose che la modella italiana deve verificare prima di firmare con l'agenzia americana. Chi deposita la petizione, e a quale titolo. Quale salario è dichiarato nell'LCA e come si concilia con il sistema delle commissioni e degli anticipi con cui le agenzie di moda tradizionalmente operano: un contratto in cui la modella «deve» all'agenzia i costi di alloggio e di produzione del book, e riceve la differenza, convive male con un LCA che promette un salario prevalente. Quale sia il rapporto con la mother agency italiana, che spesso conserva l'esclusiva e una quota. E che cosa accade se l'agenzia cessa il rapporto: la petizione H-1B è dell'agenzia, il visto cade con essa, e il periodo di grazia per trovarne un'altra è breve. Sono clausole di diritto del lavoro e di diritto dei contratti, non di immigrazione; ma la petizione le mette agli atti di un'agenzia federale, e la loro incoerenza è quello che l'ufficiale legge per primo.
03Il vertice
O-1B: senza lotteria
Per la modella con una carriera già affermata l'alternativa all'H-1B3 è l'O-1B, il visto della capacità straordinaria nelle arti. Il regolamento definisce le arti in modo aperto, «any field of creative activity or endeavor» (8 C.F.R. § 214.2(o)(3)(ii)), e la prassi di USCIS tratta la moda come arte ai fini dell'O-1B; lo standard è la distinction, «renowned, leading, or well-known in the field of arts», provata con tre di sei criteri che ricalcano quelli dell'H-1B3 ma chiedono di più: ruolo di primo piano in produzioni ed eventi di reputazione riconosciuta, recensioni e articoli su di sé, successi commerciali misurabili, riconoscimenti di esperti, retribuzione elevata (§ 214.2(o)(3)(iv)). L'O-1B non ha tetto numerico e non ha lotteria; si chiede in qualsiasi mese; si concede per il periodo degli eventi, con un tetto al periodo iniziale e proroghe; anche qui l'agente può fare da petitioner con l'itinerario. Serve la consultazione con un'organizzazione di categoria, e dove non ne esiste una per la moda il regolamento consente di procedere sulla base di un parere di esperti o di darne atto.
La scelta tra le due categorie è quindi una scelta tra uno standard più basso con una lotteria e uno standard più alto senza. Per la modella giovane con due stagioni e qualche editoriale l'H-1B3 è l'unica porta, e la lotteria è il prezzo; per chi ha campagne, copertine e contratti con case di primo piano l'O-1B è la porta giusta, e la petizione si prepara in poche settimane. Chi ha un profilo intermedio fa spesso entrambe le cose: la registrazione H-1B a marzo, e se il sorteggio va male l'O-1B con un fascicolo costruito nel frattempo.
04Il set e l'ESTA
Il servizio pagato all'estero è lavoro lo stesso
Nessuna categoria di visitatore copre un servizio fotografico retribuito negli Stati Uniti. Non lo copre l'ESTA, non lo copre il B-1, e non cambia nulla che il compenso lo paghi il cliente italiano, o l'agenzia italiana, o che venga accreditato su un conto in Italia: la regola per cui il pagamento all'estero rende l'attività compatibile con il visto da visitatore riguarda chi viene a fare cose incidentali a un lavoro che si svolge principalmente fuori dagli Stati Uniti, e posare per un cliente su un set americano non è incidentale a nulla. La prassi consolare tollera i casting e i go-see non retribuiti, gli incontri con le agenzie, la ricerca di un contratto; tollera male i test shoot, che sono gratuiti ma sono già lavoro nel senso che conta; non tollera affatto la settimana della moda fatta «in visita».
La modella è, per l'ufficiale di frontiera, un profilo riconoscibile: giovane, con un book nel bagaglio, con un profilo pubblico che elenca le agenzie e talvolta le date. Il respingimento in secondary inspection per sospetto di lavoro non autorizzato, descritto nella pagina sui controlli di frontiera, colpisce questa categoria con regolarità, e l'annullamento dell'ESTA che ne segue rende necessario un visto per ogni viaggio successivo, con la domanda «sei mai stata respinta» da spiegare per anni. La revoca prudenziale del visto, di cui tratta la pagina sulla revoca, è l'altro strumento con cui il Dipartimento di Stato reagisce a un ingresso dichiarato come turistico e seguito da lavoro. L'agenzia che «manda la ragazza con l'ESTA per una settimana» sta scommettendo la carriera di qualcun altro.
05Minori, famiglia, residenza
Quello che il visto non risolve
Le modelle cominciano presto, e la minore età aggiunge un livello che il visto non tocca. La petizione H-1B3 o O-1B per una minorenne è possibile, ma il lavoro dei minori nello spettacolo e nella moda è regolato dagli Stati, con permessi, limiti di orario, conti fiduciari per i compensi e obblighi di istruzione che variano da New York alla California; l'agenzia americana deve conoscerli e la famiglia deve chiederli. Il genitore che accompagna non ha uno status derivato: l'H-4 e l'O-3 sono per il coniuge e i figli del titolare, non per i suoi genitori, e il padre o la madre che restano mesi negli Stati Uniti «per seguire la ragazza» hanno bisogno di una base propria, di regola un B-2 con la prova dei legami con l'Italia, e con i limiti di durata che quella categoria comporta.
La green card, per la modella, passa dall'EB-1A nelle arti, con lo standard dell'acclamazione sostenuta e i criteri regolamentari, che per una carriera di primo piano nella moda si riempiono con le copertine, le campagne e i contratti; oppure dal matrimonio, che è la via più frequente e che la pagina sui coniugi descrive con le sue trappole. Il national interest waiver è raro in questo campo, e la certificazione del lavoro presuppone un datore di lavoro stabile che il mestiere di regola non ha. Chi pianifica di restare deve pianificarlo con i documenti dell'O-1B già in mano: l'acclamazione si prova con quello che è stato pubblicato, e quello che non è stato conservato non esiste.
Per la moda il Congresso ha scritto una categoria su misura e l'ha messa nella stessa lotteria di tutte le altre. La strada senza sorteggio esiste, ma chiede di essere già qualcuno.
Approfondimenti collegati
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