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Famiglia

Familiari a carico: H-4, L-2, E, J-2, O-3, P-4, F-2 e chi può lavorare

Il sistema americano non ha un visto per familiari: ha, per ogni categoria, uno status derivato senza autonomia. Il coniuge lavora se la lettera del visto del titolare lo consente, e la lettera cambia tutto: per legge, a condizione, o mai.

01La regola

Il familiare segue il titolare, e non ha diritti propri

La prima domanda che mi fa il coniuge di chi ha ottenuto un visto di lavoro è sempre la stessa: «e io, posso lavorare?». La risposta dipende dalla lettera del visto del titolare, e in nessun caso dal familiare, perché il sistema americano non conosce un visto per familiari: conosce, per ogni categoria principale, una classificazione derivata, con la stessa durata, le stesse condizioni e nessuna autonomia. Il coniuge e i figli non sposati sotto i ventun anni, che è la definizione di «child» del § 101(b)(1) dell'INA (8 U.S.C. § 1101(b)(1)), entrano e restano perché il titolare entra e resta; se il titolare perde lo status, lo perdono; se il titolare cambia categoria, cambiano; se il matrimonio finisce, il coniuge derivato deve trovare uno status proprio o partire. Il figlio che compie ventun anni esce dalla definizione e con essa dallo status derivato, un problema che la pagina sul CSPA tratta per le green card e che per i visti temporanei non ha rimedio: si cambia in F-1 o si parte.

Dentro questa regola comune, l'autorizzazione al lavoro del coniuge segue tre regimi diversi, e la differenza è la ragione di questa pagina. Per alcune categorie è la legge a concederla, e il coniuge lavora per il fatto stesso di avere lo status. Per altre la concede un regolamento, a condizioni, con una domanda. Per altre ancora nessuno la concede, e il coniuge non può lavorare, punto. Le categorie che seguono sono quelle che i cittadini italiani usano davvero; per lo studio dei familiari e per i figli valgono regole a parte, alla fine.

02Per legge

L-2 ed E: il coniuge lavora perché lo dice l'INA

I coniugi meglio trattati sono quelli dei dirigenti trasferiti e degli investitori, e lo sono per legge dal 2002. Il § 214(c)(2)(E) dell'INA dispone che «in the case of an alien spouse admitted under section 1101(a)(15)(L) of this title, who is accompanying or following to join a principal alien admitted under such section, the Attorney General shall authorize the alien spouse to engage in employment in the United States and provide the spouse with an "employment authorized" endorsement or other appropriate work permit» (8 U.S.C. § 1184(c)(2)(E)); il § 214(e)(6) ripete la stessa formula, parola per parola, per il coniuge del trader e dell'investitore E (8 U.S.C. § 1184(e)(6)). Il verbo è «shall»: non c'è discrezionalità, non c'è condizione, non c'è limite al tipo di lavoro o al datore. Il coniuge in L-2 o in E può lavorare per chiunque, aprire un'attività, esercitare la libera professione nei limiti delle abilitazioni statali.

Per anni la legge diceva questo e la prassi chiedeva comunque una domanda di permesso di lavoro, con mesi di attesa. Dal novembre 2021 l'amministrazione ha allineato la prassi alla norma: il coniuge L-2 ed E è autorizzato al lavoro per il fatto stesso dello status, e la prova è l'I-94 con l'annotazione che distingue il coniuge dal figlio, «L-2S» ed «E-2S» e le loro varianti, che il CBP rilascia all'ingresso e che vale come documento per il modulo I-9 del datore di lavoro. Il permesso di lavoro su carta si può ancora chiedere, e serve a chi ha un I-94 senza annotazione o preferisce un documento a sé; ma il diritto non dipende da esso. Due dettagli contano nella pratica. La nazionalità del coniuge E non deve essere quella del trattato: il coniuge brasiliano dell'investitore italiano ottiene l'E-2 derivato con lo stesso diritto al lavoro. E i figli, in entrambe le categorie, non lavorano: la legge parla di «spouse», e il figlio L-2 o E che vuole lavorare deve avere uno status proprio. Le pagine sull'L-1A e sull'E-2 collocano il coniuge nel quadro della categoria.

03Per regolamento

H-4 e J-2: a condizione, e con una domanda

Il coniuge del lavoratore H-1B è nella situazione più frequente e più frustrante. Il regolamento parte da una negazione: «H-4 nonimmigrant status does not confer eligibility for employment authorization incident to status» (8 C.F.R. § 214.2(h)(9)(iv)). Poi apre una porta, dal 2015, per una sola sottocategoria: il coniuge H-4 «may be eligible for employment authorization only if the H-1B nonimmigrant is the beneficiary of an approved Immigrant Petition for Alien Worker», cioè di un I-140 approvato, oppure se il titolare ha ottenuto una proroga dell'H-1B oltre i sei anni in forza delle sezioni 106(a) e (b) dell'AC21, cioè perché la sua pratica di green card è ferma da tempo. In quei casi il coniuge presenta una domanda di permesso di lavoro, con la prova del matrimonio, dell'I-140 approvato o della proroga, e dello status di entrambi (8 C.F.R. §§ 214.2(h)(9)(iv), 274a.12(c)(26)). Il permesso vale quanto lo status H-4 e va rinnovato con esso. Nella pratica questo significa che il coniuge dell'ingegnere italiano appena arrivato con l'H-1B non lavora, e non lavorerà finché il datore di lavoro non avrà avviato e portato a un primo traguardo la pratica di green card: due o tre anni, in molti casi, che sono la ragione principale per cui le famiglie H-1B che seguo pianificano da subito il PERM, o valutano, quando la struttura aziendale lo consente, l'L-1 al posto dell'H-1B proprio per il coniuge. La pagina sull'H-1B tratta il resto.

Il coniuge J-2 ha un regime intermedio. Il regolamento del Dipartimento della sicurezza interna lo include tra gli stranieri che possono chiedere l'autorizzazione al lavoro, su domanda e a discrezione (8 C.F.R. § 274a.12(c)(5)), e il regolamento del Dipartimento di Stato sui programmi di scambio rinvia a quello per il lavoro dei familiari (22 C.F.R. § 62.16(c)). La condizione che la prassi applica da sempre, e che va dichiarata nella domanda, è che il reddito del coniuge non serva a mantenere il titolare J-1, il cui programma deve essere finanziato per conto proprio: il coniuge lavora per sé, per la famiglia, per i figli, non per pagare la borsa di studio. Il permesso vale quanto lo status J-2 e non consente di iniziare prima della sua emissione. Vale, per il J-2, tutto ciò che vale per il J-1: l'obbligo biennale di rientro del § 212(e), se il titolare vi è soggetto, si estende al coniuge, come la pagina sul J-1 spiega.

04Per nessuno

F-2, O-3, P-4, B-2: il coniuge che non lavora

Le altre categorie sono chiuse, e il regolamento lo dice con la stessa frase ogni volta. Per il coniuge dello studente: «the F-2 spouse and children of an F-1 student may not accept employment» (8 C.F.R. § 214.2(f)(15)(i)). Per il coniuge del titolare di O-1, la categoria degli artisti, dei ricercatori e dei fondatori con un profilo: «neither the spouse nor a child of the alien beneficiary may accept employment unless he or she has been granted employment authorization» (8 C.F.R. § 214.2(o)(6)(iv)), e nessuna norma prevede che gliela si conceda; la formula identica vale per il P-4, il coniuge dell'atleta e dell'artista in P (8 C.F.R. § 214.2(p)). Il coniuge in O-3 o P-4 può accompagnare, restare, studiare, ma non lavorare, e questo è uno dei costi nascosti dell'O-1 rispetto all'L-1 per la famiglia del fondatore: la pagina sui fondatori di startup lo segnala tra le variabili della scelta. Il coniuge di chi è in B-1/B-2 o con l'ESTA, ovviamente, non ha nemmeno uno status derivato: entra con il proprio visto o la propria ESTA, e vale per lui il divieto di lavoro del visitatore.

Per queste famiglie la soluzione non è nella categoria derivata ma in uno status proprio. Il coniuge in F-2 o in O-3 che ha un'offerta di lavoro può chiedere un cambio di status verso l'H-1B, con la lotteria, o verso l'O-1 se ha un profilo, o verso l'E-2 se ha la cittadinanza del trattato e un investimento; il coniuge che vuole studiare a tempo pieno cambia in F-1 e da lì accede all'OPT. Ogni cambio di status ha i limiti che la pagina sul change of status descrive, e il più importante è che lo status ottenuto dall'interno vive finché non si esce dal Paese, dopodiché serve il visto corrispondente.

05Lo studio e i figli

Che cosa può fare chi non lavora

Lo studio è più aperto del lavoro. Il coniuge e i figli H-4, L-2, E, J-2, O-3 e P-4 possono studiare, a tempo pieno o parziale, in qualunque scuola, senza cambiare status, perché nessuna norma glielo vieta; è la ragione per cui molte famiglie usano gli anni dello status derivato per un master americano che poi apre l'H-1B con l'esenzione parziale dal tetto per i titoli avanzati. L'F-2 è l'eccezione, e ha una regola scritta apposta: il coniuge F-2 può iscriversi a una scuola certificata SEVP solo per «less than a full course of study», può seguire studi ricreativi o amatoriali anche a tempo pieno, e «may engage in a full course of study only by applying for and obtaining a change of status to F-1, M-1 or J-1 nonimmigrant status, as appropriate, before beginning a full course of study»; iscriversi a tempo pieno senza il cambio di status è una violazione dello status (8 C.F.R. § 214.2(f)(15)(ii)). I figli F-2, invece, frequentano a tempo pieno la scuola primaria e secondaria, come i figli di tutte le categorie.

I figli hanno due date che comandano tutto. La prima è il ventunesimo compleanno, che chiude lo status derivato in ogni categoria, perché il «child» dell'INA ha meno di ventun anni; il figlio ventenne di un L-1A che compie gli anni durante il soggiorno deve avere pronto, prima, un cambio di status a F-1 o a un altro status proprio. La seconda è il matrimonio, che produce lo stesso effetto a qualunque età. Nessuna delle due date si negozia con USCIS, e nessuna proroga le sposta: la pianificazione della famiglia in status derivato parte dal calendario dei figli, non dalla durata del visto del titolare. Per la green card il CSPA congela in parte l'età, come la pagina dedicata spiega; per i visti temporanei non esiste niente di simile.

Il coniuge lavora se la lettera del visto lo consente: per legge con la L e la E, a condizione con la H e la J, mai con la F, la O e la P. Chi sceglie la categoria del titolare sceglie anche il destino del coniuge, e conviene saperlo prima di scegliere.