01Il punto di partenza
I reati che spaventano di più e le categorie americane che, di regola, non li prendono
Ci sono condanne italiane che chi le ha subite considera gravissime — un omicidio stradale, una resistenza a pubblico ufficiale dopo una serata finita male, un oltraggio a un agente durante un controllo — e che il diritto americano dell'immigrazione, letto sugli elementi, spesso non colloca in nessuna delle sue categorie penali. Non perché siano lievi: perché le categorie americane sono costruite attorno a due cose, la disonestà e l'intenzione di nuocere, e questi reati non hanno né l'una né l'altra tra i loro elementi.
La linea che governa tutta questa pagina è quella tra la colpa e la coscienza del rischio. Il Board of Immigration Appeals, in Matter of Perez-Contreras, 20 I&N Dec. 615 (BIA 1992), ha stabilito che un'aggressione non è un reato di turpitudine morale «where intentional or reckless conduct is excluded from the statutory definition of the crime». Due anni dopo, in Matter of Franklin, 20 I&N Dec. 867 (BIA 1994), ha stabilito che l'omicidio colposo lo è quando la legge richiede che l'imputato «must have consciously disregarded a substantial and unjustifiable risk». La negligenza no, la temerarietà cosciente sì. Il diritto italiano chiama la prima colpa e la seconda colpa cosciente, e la differenza, come vedremo, è scritta nel fascicolo.
La seconda linea è quella della forza fisica come elemento, che decide il crime of violence del 18 U.S.C. § 16(a) e con esso l'aggravated felony della lettera (F). Per i reati colposi la Corte Suprema l'ha tracciata in Leocal v. Ashcroft, 543 U.S. 1 (2004): i reati «which either do not have a mens rea component or require only a showing of negligence» non sono crimes of violence. Il metodo generale — che cosa è una conviction, i due numeri — è nelle pagine sulle condanne italiane e sui cinque reati, che per la guida in stato di ebbrezza contiene già l'analisi da cui questa pagina riparte.
02Le norme italiane
Quattro articoli, tutti con un massimo sopra l'anno
L'art. 337 punisce con la reclusione da sei mesi a cinque anni chi «usa violenza o minaccia per opporsi a un pubblico ufficiale o ad un incaricato di un pubblico servizio, mentre compie un atto di ufficio o di servizio»; la pena è aumentata fino alla metà se l'opposizione è a un ufficiale o agente di polizia. L'art. 341-bis punisce con la reclusione da sei mesi a tre anni chi, «in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone, offende l'onore ed il prestigio di un pubblico ufficiale mentre compie un atto d'ufficio», e contiene una clausola che conta più della pena: «ove l'imputato, prima del giudizio, abbia riparato interamente il danno», verso la persona offesa e verso l'ente, «il reato è estinto».
L'art. 589 punisce l'omicidio colposo con la reclusione da sei mesi a cinque anni, da due a sette con violazione delle norme antinfortunistiche, da tre a dieci nell'esercizio abusivo di una professione sanitaria. L'art. 589-bis, l'omicidio stradale, ha tre livelli: da due a sette anni per chi cagiona la morte «con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale»; da cinque a dieci per chi guida con tasso alcolemico tra 0,8 e 1,5 grammi per litro, o a velocità doppia del limite in centro abitato, o passando col rosso, o contromano, o con inversione o sorpasso vietati; da otto a dodici per chi guida con tasso superiore a 1,5 o sotto l'effetto di stupefacenti. La pena è aumentata per chi guida senza patente o senza assicurazione, e «diminuita fino alla metà» se l'evento «non sia esclusiva conseguenza dell'azione o dell'omissione del colpevole».
Il primo dei due numeri è lo stesso per tutti: nessuna di queste fattispecie ha un massimo edittale entro l'anno, e la petty offense exception del § 212(a)(2)(A)(ii)(II) non si applica a nessuna. Ma l'eccezione serve solo a chi ha un reato di turpitudine morale, e la domanda di questa pagina è se questi reati lo siano. Vale anche la pena annotare, per l'art. 337 e l'art. 341-bis, che l'art. 131-bis esclude la particolare tenuità del fatto «quando il fatto è commesso nei confronti di un ufficiale o agente di pubblica sicurezza o di un ufficiale o agente di polizia giudiziaria nell'esercizio delle proprie funzioni»: la strada della non punibilità è chiusa proprio nei casi più frequenti.
03Resistenza e oltraggio
L'aggressione all'agente è turpitudine solo con la lesione; l'insulto non lo è
Sulla resistenza a pubblico ufficiale il precedente del Board è Matter of Danesh, 19 I&N Dec. 669 (BIA 1988): «An aggravated assault against a peace officer, which results in bodily harm to the victim and which involves knowledge by the offender that his force is directed to an officer who is performing an official duty, constitutes a crime involving moral turpitude». Si noti che cosa richiede: la lesione, e la consapevolezza. In Matter of Short, 20 I&N Dec. 136 (BIA 1989), il Board ha ritirato la propria giurisprudenza precedente nella parte in cui trattava l'aggressione con intento di commettere un reato come turpitudine per se, e ha richiesto che il reato sottostante involga a sua volta turpitudine.
L'art. 337 non richiede la lesione, e non richiede nemmeno la violenza: basta la minaccia. La condotta minima punibile è opporsi a un atto d'ufficio con una minaccia, senza toccare nessuno, e quella condotta sta fuori dalla definizione di Danesh. L'argomento è categoriale ed è solido; il suo limite è il fascicolo, perché una resistenza contestata insieme alle lesioni dell'art. 582 — che è il caso frequente della colluttazione con gli agenti — porta con sé la lesione, e per l'art. 582 vale quanto scritto nella pagina sui cinque reati. Sul crime of violence l'art. 337 ha lo stesso problema dell'estorsione, di cui ho scritto nella pagina su appropriazione indebita ed estorsione: la minaccia italiana non è necessariamente minaccia di forza fisica, la norma è più larga del § 16(a), e la lettera (F) richiede in ogni caso una pena di almeno un anno che, con un minimo di sei mesi, non è affatto scontata.
Il manuale consolare dà al funzionario lo stesso criterio: nel 9 FAM 302.3-2(B)(2), paragrafo c, la «Simple Assault (i.e., any assault, which does not require an evil intent or depraved motive, although it may involve the use of a weapon, which is neither dangerous nor deadly)» è tra i reati contro la persona che «are not normally found to be crimes involving moral turpitude», mentre l'aggressione è turpitudine quando è commessa «with intent to commit serious bodily harm» o con un'arma pericolosa. Una resistenza senza lesione e senza arma sta nel primo gruppo.
L'oltraggio è più semplice. Offendere l'onore e il prestigio di un pubblico ufficiale è un reato contro l'onore: non c'è inganno, non c'è lesione, non c'è intento di nuocere fisicamente a nessuno, e la formula del Board — condotta «inherently base, vile, or depraved» accompagnata da uno stato soggettivo colpevole — non ha, nell'insulto, il primo termine. Non risulta un precedente pubblicato del Board sull'oltraggio, e non ce n'è bisogno per concludere che, sugli elementi, non è turpitudine morale. Il consolato può pensarla diversamente leggendo «oltraggio a pubblico ufficiale» sul casellario, e per questo la via migliore è quella che la norma stessa offre: la riparazione integrale del danno prima del giudizio estingue il reato, e un reato estinto prima della sentenza non è una conviction ai sensi del § 101(a)(48)(A), perché non c'è né un giudizio di colpevolezza né una pena.
04Omicidio colposo
La colpa non è turpitudine, la colpa cosciente forse sì, e nessuna delle due è violenza
L'omicidio colposo è il reato in cui la linea di Perez-Contreras e Franklin decide tutto. L'art. 589 punisce chi «cagiona per colpa la morte di una persona». La colpa italiana, nella definizione generale del codice, è la negligenza, l'imprudenza, l'imperizia o l'inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline, e la sua ipotesi minima è la disattenzione: l'evento non voluto e non previsto. Quella condotta è esattamente ciò che Perez-Contreras esclude dalla turpitudine morale, e l'analisi categoriale guarda alla condotta minima. Un omicidio colposo, sugli elementi, non è un reato di turpitudine morale. Il manuale consolare lo dice ai funzionari con una frase che vale la pena citare per intero, al 9 FAM 302.3-2(B)(2), paragrafo c: «Involuntary Manslaughter, where the statute requires proof of recklessness generally will involve moral turpitude. A conviction for the statutory offense of vehicular homicide or other involuntary manslaughter that only requires a showing of negligence will not involve moral turpitude even if it appears the defendant in fact acted recklessly».
La complicazione è nel fascicolo. Il diritto italiano conosce la colpa cosciente — l'aver agito «nonostante la previsione dell'evento» — e la tratta come una circostanza aggravante, l'art. 61, n. 3, del codice penale, non come un reato diverso. Chi è stato condannato per omicidio colposo con quell'aggravante ha nella sentenza una qualificazione che assomiglia da vicino al «consciously disregarded a substantial and unjustifiable risk» di Franklin. Se e come un funzionario americano possa usare un'aggravante italiana per portare la condanna nella turpitudine è una questione di metodo categoriale — l'aggravante è un elemento della norma di condanna o una circostanza del fatto? — che non ha una risposta pubblicata per il caso italiano. Ma è la ragione per cui la contestazione dell'art. 61, n. 3, in un procedimento per omicidio colposo, ha un peso che per il diritto italiano non ha: qualche mese di pena in più da una parte, la turpitudine morale dall'altra.
Sull'aggravated felony, invece, la risposta è pulita. Leocal ha stabilito che il § 16 richiede più della negligenza, e l'art. 589 è un reato di negligenza per definizione: non è un crime of violence, qualunque sia la pena, e la lettera (F) non si applica. Una pena di cinque anni per un omicidio colposo sul lavoro non fa un'aggravated felony, e questo è uno dei pochi casi in cui il diritto americano è meno severo di quanto il casellario faccia temere.
05Omicidio stradale
Il primo livello è colpa; il terzo è colpa con l'alcol, e lì il Board ha già detto qualcosa
L'omicidio stradale è un omicidio colposo con un elenco di violazioni tipizzate, e per il primo livello — la morte cagionata «con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale» — vale tutto quanto detto per l'art. 589: negligenza, niente turpitudine sugli elementi, niente crime of violence per Leocal, che riguardava proprio un reato stradale.
Il secondo e il terzo livello aggiungono una condotta volontaria alla colpa: guidare dopo aver bevuto, o sotto l'effetto di stupefacenti, o a velocità doppia, o passando col rosso. La morte resta colposa, ma la scelta che l'ha preceduta non lo è, e su questa struttura il Board si è pronunciato per la guida in stato di ebbrezza. In Matter of Lopez-Meza, 22 I&N Dec. 1188 (BIA 1999), ha stabilito che la guida in stato di ebbrezza aggravata dell'Arizona, che richiede che il conducente sappia di avere il divieto di guidare, è turpitudine morale; in Matter of Torres-Varela, 23 I&N Dec. 78 (BIA 2001), che la stessa fattispecie aggravata dalla sola recidiva non lo è; e in Matter of Leal, 26 I&N Dec. 20 (BIA 2012), che mettere temerariamente in pericolo di morte un'altra persona è turpitudine «even though Arizona law defines recklessness to encompass a subjective ignorance of risk resulting from voluntary intoxication». La direzione di questa giurisprudenza è chiara: la guida in stato di ebbrezza da sola non è turpitudine, ma la consapevolezza di un divieto o di un pericolo, aggiunta alla guida, può esserlo, e l'ubriachezza volontaria non toglie quella consapevolezza.
L'art. 589-bis, secondo comma — tasso superiore a 1,5 o stupefacenti, da otto a dodici anni — è la fattispecie italiana che più si avvicina a quella linea, e il funzionario americano che la legge vede un conducente ubriaco che ha ucciso una persona. L'argomento contrario resta quello degli elementi: la norma italiana richiede la colpa nella causazione della morte e il superamento di una soglia alcolemica, non la coscienza del pericolo; ma è un argomento che, per questa ipotesi, va costruito con più cura, e non va promesso come risultato. Sulla lettera (F) la risposta è invece la stessa di Leocal per tutti i livelli: la morte è cagionata per colpa, e la colpa non è «use of physical force».
Il manuale consolare, sulla guida in stato di ebbrezza, è coerente con questa linea e la rende esplicita: nel 9 FAM 302.3-2(B)(2), paragrafo c, «Drunk or reckless driving» sta tra i reati che non sono turpitudine, con la riserva «however, aggravated drunk driving may be a CIMT».
Due conseguenze accompagnano l'omicidio stradale con alcol indipendentemente da ogni qualificazione penale, e le ho descritte nella pagina sui cinque reati per la guida in stato di ebbrezza: il motivo sanitario del § 212(a)(1)(A)(iii), che passa dalla valutazione del medico designato sul disturbo da uso di alcol, e la revoca prudenziale del visto già rilasciato, che il Dipartimento di Stato dispone sull'arresto e non sulla condanna. Le soglie sono scritte: il 9 FAM 302.2-7(B)(3), paragrafo b, impone il rinvio al medico designato per «a single alcohol related arrest or conviction within the last five years» o per «two or more alcohol related arrests or convictions with the last ten years»; il 9 FAM 403.11-5(B), paragrafo c, autorizza la sezione consolare a revocare prudenzialmente il visto, senza rinvio al Dipartimento, per un arresto o una condanna per guida in stato di ebbrezza «that occurred within the previous five years». Per chi ha un omicidio stradale con alcol nel casellario, queste due porte si aprono prima e più spesso di quella penale.
06Prima della sentenza
La riparazione, l'aggravante, la pena
Per l'oltraggio la leva è una sola e la offre la norma: la riparazione integrale del danno prima del giudizio, che estingue il reato e toglie la condanna dal casellario prima che vi entri. È un istituto che nel processo italiano si usa per evitare una pena modesta; per chi ha un visto americano vale la differenza tra un casellario pulito e una voce che il consolato deve interpretare.
Per la resistenza la leva è il capo d'imputazione: art. 337 da solo, o art. 337 con le lesioni. La colluttazione con gli agenti finisce spesso con entrambi, e il patteggiamento che lascia cadere le lesioni, o le assorbe, cambia la lettura americana dell'intero episodio. La pena, con un minimo di sei mesi, va tenuta sotto l'anno per chiudere in partenza la lettera (F).
Per l'omicidio colposo e stradale la leva è l'aggravante dell'art. 61, n. 3: contestata o no, ritenuta o esclusa, bilanciata con le attenuanti o applicata. Per il diritto italiano è una frazione di pena; per quello americano è il confine tra Perez-Contreras e Franklin, e va discussa come tale. E per l'omicidio stradale con alcol, la consapevolezza che il procedimento penale non è l'unico: la valutazione sanitaria e la revoca del visto seguono l'arresto, e la difesa su quelle va preparata insieme a quella penale, non dopo.
Dopo la sentenza, per questi reati, gli argomenti sono buoni e vanno scritti. Un omicidio colposo, una resistenza senza lesioni, un oltraggio sono condanne che il diritto americano, letto sugli elementi, non colloca nelle sue categorie; ma il consolato legge il casellario, non gli elementi, e la memoria che spiega la differenza è il lavoro che resta.
Per una volta la severità del casellario italiano non si traduce in quella americana. La colpa non è turpitudine e non è violenza; l'insulto non è turpitudine; la minaccia senza lesione non è l'aggressione di Danesh. Ma tutto questo va detto a chi decide, perché da solo non lo vedrà.
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