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Aziende e lavoratori

L-1: la blanket, il new office al rinnovo, e il passaggio a EB-1C

Tre momenti in cui l'L-1 si decide fuori dalla petizione iniziale: il gruppo che si fa riconoscere una volta per tutte, i dodici mesi che la società americana ha per diventare un'impresa che fa affari, e la green card da depositare dal dodicesimo mese e approvare prima del settimo anno.

01Il punto di partenza

Tre momenti in cui l'L-1 si decide fuori dalla petizione

Le pagine sull'L-1A e sull'L-1B descrivono i requisiti della categoria: l'anno all'estero, il gruppo qualificato, le funzioni dirigenziali o la conoscenza specializzata. Questa pagina prende tre momenti che quelle pagine trattano in un paragrafo e che nella pratica di un gruppo italiano con una società americana decidono più della petizione iniziale. Il primo è la blanket petition: il gruppo che si fa riconoscere una volta per tutte come organizzazione qualificata e da quel momento trasferisce i propri dipendenti con un certificato invece che con una petizione. Il secondo è il rinnovo dopo il primo anno del new office: la società costituita per ricevere il dirigente ha dodici mesi per diventare un'impresa che fa affari, e il regolamento elenca che cosa deve provare. Il terzo è il passaggio alla green card EB-1C, che ha requisiti propri e un calendario che corre contro i sette anni dell'L-1A.

Il filo che li lega è il tempo. La blanket risparmia mesi a ogni trasferimento successivo al primo; il new office concede un anno, non uno di più; l'EB-1C chiede un anno di attività della società americana prima di poter essere depositata e va approvata prima che l'orologio dell'L-1 si fermi. Chi pianifica il trasferimento di un dirigente italiano senza mettere in fila questi tre calendari scopre a metà percorso che uno dei tre è scaduto.

02La blanket

Il gruppo riconosciuto: chi può chiederla e che cosa cambia

L'8 C.F.R. § 214.2(l)(4)(i) fissa quattro condizioni cumulative per la blanket petition. Il petente e ciascuna delle società incluse «are engaged in commercial trade or services»; il petente «has an office in the United States that has been doing business for one year or more»; il gruppo «has three or more domestic and foreign branches, subsidiaries, or affiliates»; e ricorre una delle tre soglie dimensionali: almeno dieci approvazioni L nei dodici mesi precedenti, oppure società americane con vendite annue complessive di almeno venticinque milioni di dollari, oppure una forza lavoro americana di almeno mille dipendenti. Per un gruppo italiano di media dimensione la soglia raggiungibile è di regola la prima o la seconda, e la prima presuppone di aver già fatto dieci trasferimenti con petizioni individuali: la blanket è uno strumento che si guadagna, non con cui si comincia. Il paragrafo (4)(iii) impone di includere nella petizione tutte le società che intendono trasferire personale, e contiene la regola di esclusività: il gruppo «may not seek L classification for the same alien under both procedures, unless a consular officer first denies eligibility». Chi ha la blanket e deposita una petizione individuale deve dichiararlo e certificare che il beneficiario non chiederà il visto sotto la blanket.

Che cosa cambia lo dice il paragrafo (l)(5). La competenza a decidere l'idoneità del singolo dipendente passa al console: «United States consular officers shall have authority to determine eligibility of individual beneficiaries outside the United States seeking L classification under blanket petitions». La società compila il modulo I-129S, Certificate of Eligibility for Intracompany Transferee under a Blanket Petition, lo consegna al dipendente con una copia dell'approvazione della blanket, e il dipendente «may use these documents to apply for visa issuance with the consular officer within six months of the date on Form I-129S». Il console verifica che la posizione sia presso una società inclusa nella petizione, che il lavoro sia di dirigente, manager o professionista con conoscenza specializzata, e che l'anno di impiego all'estero sia stato presso una società inclusa. Il vantaggio è la velocità: nessuna petizione all'USCIS, nessuna attesa di adjudication, un colloquio consolare. Il prezzo è che la decisione è del console, con lo standard del manuale — il 9 FAM 402.12-7(E), che la pagina sull'L-1B riporta — e con la nonreviewability che segue ogni decisione consolare. Un profilo di confine, il manager con pochi subordinati o la conoscenza specializzata non evidente, ha davanti all'USCIS una RFE e davanti al console un rifiuto; per quei profili la petizione individuale resta la via, e la regola di esclusività va letta come un'opzione da esercitare prima, non dopo.

La blanket dura e si rinnova. Il paragrafo (l)(14)(iii)(A) dispone che «a blanket petition may only be extended indefinitely by filing a new Form I-129 with a copy of the previous approval notice and a report of admissions during the preceding three years», con l'elenco dei dipendenti ammessi, delle posizioni, delle società. Il rapporto delle ammissioni è la prova che il gruppo ha usato lo strumento in modo coerente con le condizioni per cui l'ha ottenuto, e va tenuto dal primo giorno. E la blanket non contiene il new office: le società che fanno affari da meno di un anno non possono ricevere trasferiti sotto la blanket, il che porta al secondo momento.

03Il primo anno

Il new office al rinnovo: le cinque prove del § 214.2(l)(14)(ii)

Il regolamento definisce new office al § 214.2(l)(1)(ii)(F) come «an organization which has been doing business in the United States through a parent, branch, affiliate, or subsidiary for less than one year», e per il dirigente che viene ad aprirlo il § 214.2(l)(3)(v) chiede tre cose alla petizione iniziale: che «sufficient physical premises to house the new office have been secured»; che il beneficiario abbia avuto l'anno di funzioni dirigenziali all'estero e che l'impiego proposto «involved executive or managerial authority over the new operation»; e che la società americana «within one year of the approval of the petition, will support an executive or managerial position», con informazioni sulla natura e la struttura dell'ufficio, sull'entità dell'investimento e sulla capacità finanziaria della società estera di remunerare il dirigente e avviare l'attività. Il § 214.2(l)(7)(i)(A)(3) fissa il termine: la petizione «may be approved for a period not to exceed one year, after which the petitioner shall demonstrate … that it is doing business». Un anno, e la pagina sull'L-1A lo chiama la trappola dell'anno di costruzione.

Che cosa si deve dimostrare alla fine dell'anno lo dice il § 214.2(l)(14)(ii), e conviene leggerlo il giorno in cui la petizione iniziale è approvata, perché è l'elenco delle cose da costruire nei dodici mesi. Cinque prove. La prima: «evidence that the United States and foreign entities are still qualifying organizations», cioè che il rapporto di gruppo non è cambiato, con la cautela sui mutamenti di proprietà di cui dice la pagina sull'L-1A. La seconda: «evidence that the United States entity has been doing business … for the previous year», dove doing business è definito al § 214.2(l)(1)(ii)(H) e, con le stesse parole, al § 204.5(j)(2): «the regular, systematic, and continuous provision of goods and/or services … and does not include the mere presence of an agent or office». Regolare, sistematica, continua: un contratto firmato a novembre non prova un anno di attività, e nemmeno un ufficio con un dirigente e nessuna fattura. La terza: «a statement of the duties performed by the beneficiary for the previous year and the duties the beneficiary will perform under the extended petition». La quarta, quella che decide: «a statement describing the staffing of the new operation, including the number of employees and types of positions held accompanied by evidence of wages paid to employees when the beneficiary will be employed in a managerial or executive capacity». Il dirigente deve avere qualcuno da dirigere, e il regolamento chiede la prova degli stipendi pagati, non l'organigramma previsto. La quinta: «evidence of the financial status of the United States operation».

Le cinque prove disegnano un anno di lavoro che non è del dirigente ma della società. Fatture continue da un cliente in poi; dipendenti assunti e pagati, con i moduli fiscali che lo provano; un bilancio, anche in perdita, purché di un'impresa che opera; un dirigente che ha diretto e non ha venduto. Nella pratica vedo il rinnovo del new office negato per una ragione sola, e non è la mancanza di risultati: è che la società ha usato l'anno per prepararsi a fare affari invece che per farli, e alla scadenza ha un piano aggiornato dove il regolamento chiede un anno di storia. Il rinnovo approvato porta la validità ordinaria del § 214.2(l)(7), fino a tre anni, e a quel punto la società è un'organizzazione qualificata a pieno titolo, che può entrare in una blanket e, se il dirigente è manager o executive, depositare la petizione EB-1C.

04La green card

L'EB-1C: l'anno di attività, la lettera del datore e l'orologio dei sette anni

La pagina sull'EB-1C spiega perché l'approvazione dell'L-1A non si trasferisce e che cosa significa «primarily» nelle funzioni dirigenziali. Qui interessa il calendario, che è scritto nell'8 C.F.R. § 204.5(j)(3)(i). La petizione deve essere accompagnata da una dichiarazione del datore americano che dimostri quattro cose: che il beneficiario, se è all'estero, ha avuto nei tre anni precedenti almeno un anno di impiego dirigenziale presso la società estera o una sua collegata; che, se è già negli Stati Uniti per lo stesso gruppo, quell'anno stava nei tre anni precedenti l'ingresso come non-immigrante; che il datore americano è la stessa società o una collegata di quella estera; e — la lettera (D) — che «the prospective United States employer has been doing business for at least one year». Il § 204.5(j)(5) aggiunge che non serve la labor certification ma serve un'offerta di lavoro scritta «which indicates that the alien is to be employed in the United States in a managerial or executive capacity» e che descriva con chiarezza le funzioni.

Il calendario che ne esce è questo. La società americana nasce e ottiene l'L-1A new office per un anno. Alla fine dell'anno chiede il rinnovo con le cinque prove, e nello stesso momento soddisfa la lettera (D) del § 204.5(j)(3)(i): un anno di attività. Da quel giorno la petizione EB-1C è depositabile, e va depositata presto, perché il § 214.2(l)(12)(i) dispone che chi ha passato «seven years in the United States in a managerial or executive capacity» in L o H non può essere riammesso in quelle categorie senza un anno all'estero, e la pagina sull'EB-1C descrive che cosa succede a chi arriva al settimo anno con la green card ancora in fila. Tra il deposito dell'I-140 e la residenza permanente stanno l'esame della petizione, la disponibilità del numero secondo il Visa Bulletin, che per l'EB-1 dei nati in Italia è di regola corrente, e l'adjustment o il consular processing. Sei anni sembrano molti; con un rinnovo new office negato e rifatto, una RFE sull'I-140 e una retrogressione del bollettino, non lo sono.

Due incroci vanno tenuti presenti. Il primo: l'anno di attività del § 204.5(j)(3)(i)(D) e l'anno di attività del § 214.2(l)(14)(ii)(B) sono lo stesso anno provato con gli stessi documenti, ma l'USCIS li esamina in due petizioni diverse, con due ufficiali, e una società che ha ottenuto il rinnovo dell'L-1A non ha per ciò stesso provato l'EB-1C: la pagina sull'EB-1C lo spiega, e vale in particolare per la struttura del personale, che all'I-140 viene letta con la regola del § 204.5(j)(4) sui supervisori che non sono manager. Il secondo: il dirigente che è entrato sotto una blanket ha un fascicolo consolare, non una petizione approvata dall'USCIS, e l'I-140 è la prima volta in cui l'agenzia esamina le sue funzioni; chi ha usato la blanket per la velocità deve preparare l'I-140 come una prima petizione, non come una conferma.

05Il metodo

Tre calendari su un foglio

Il lavoro utile, per un gruppo italiano che manda un dirigente ad aprire o dirigere la società americana, è mettere i tre calendari su un foglio prima della prima petizione. Il calendario del new office: dodici mesi dall'approvazione, con le cinque prove del § 214.2(l)(14)(ii) da costruire mese per mese, e in particolare gli stipendi pagati a chi il dirigente dirige. Il calendario dell'EB-1C: depositabile dal dodicesimo mese, con la lettera del datore del § 204.5(j)(5) e la prova dell'anno all'estero, e con l'orologio del § 214.2(l)(12) che corre dal primo ingresso in L. Il calendario della blanket: raggiungibile quando il gruppo ha tre società, un ufficio americano con un anno di attività e una delle tre soglie, e da quel momento ogni trasferimento successivo passa dal console con l'I-129S in sei mesi, tranne i profili di confine e le società con meno di un anno.

E una regola che li attraversa tutti: doing business ha una definizione, «regular, systematic, and continuous», e quella definizione è il requisito che la società americana deve soddisfare per tutte e tre le cose — per rinnovare il new office, per entrare nella blanket, per sostenere l'EB-1C. Non è un requisito del dirigente; è un requisito dell'impresa, e la petizione migliore non lo supplisce. Chi consiglia un gruppo italiano su un L-1 consiglia, prima di tutto, su come far lavorare la società americana nei suoi primi dodici mesi.

Un anno per fare affari, non per prepararsi a farli; una green card depositabile dal dodicesimo mese e da approvare prima del settimo anno; una blanket che si guadagna con dieci trasferimenti o venticinque milioni. Tre calendari, e la società americana al centro di tutti e tre.