01Il punto di partenza
Due famiglie: quella senza fila e quella in fila
Il diritto americano divide la famiglia in due gruppi che non hanno nulla in comune se non il nome. Il primo è quello degli immediate relatives del § 201(b)(2)(A)(i): «the children, spouses, and parents of a citizen of the United States, except that, in the case of parents, such citizens shall be at least 21 years of age». Per loro non c'è quota, non c'è fila e non c'è Visa Bulletin: la petizione approvata è un visto disponibile. Il secondo è quello del § 203(a), le family-sponsored preferences, che il diritto chiama con quattro sigle — F1, F2, F3, F4 — e che sono l'oggetto di questa pagina. Qui la quota c'è, la fila c'è, e la fila per alcune categorie e alcuni paesi si misura in decenni. La pagina sul Visa Bulletin spiega come si legge la fila; la pagina sul ricongiungimento confronta il sistema americano con il diritto soggettivo italiano; questa pagina descrive le quattro categorie, come si passa dall'una all'altra senza volerlo, e che cosa succede alla data di priorità quando la vita cambia.
La prima cosa da sapere è chi non c'è. Non c'è il coniuge di un cittadino: è immediate relative. Non c'è il genitore di un cittadino maggiorenne: idem. Non ci sono i nonni, gli zii, i cugini, i suoceri, i figli sposati di un residente permanente: per loro non esiste categoria, e nessuna petizione familiare può essere depositata. Il sistema delle preferenze copre esattamente quattro rapporti, e il § 203(a) li elenca con il numero di visti che ciascuno riceve ogni anno.
02Le quattro categorie
F1, F2A, F2B, F3, F4: chi, e quanti visti
Il § 203(a), 8 U.S.C. § 1153(a), ripartisce tra le quattro preferenze il livello mondiale dei visti familiari, che il § 201(c) fissa in una formula con un minimo: «in no case shall the number … be less than 226,000». La prima preferenza, F1, è per «the unmarried sons or daughters of citizens of the United States»: i figli non sposati di cittadini che hanno compiuto ventun anni — sotto quell'età sarebbero immediate relatives — con 23.400 visti l'anno «plus any visas not required for the class specified in paragraph (4)». La seconda preferenza è divisa in due. F2A è per «the spouses or children of an alien lawfully admitted for permanent residence»: il coniuge e i figli minori non sposati di un residente permanente. F2B è per «the unmarried sons or unmarried daughters (but are not the children)» dello stesso residente: i figli non sposati che hanno superato i ventun anni. Le due insieme hanno 114.200 visti più l'eccedenza del livello mondiale sopra i 226.000, e la legge riserva ad F2A «not less than 77 percent» di quei numeri. La terza, F3, è per «the married sons or married daughters of citizens», con 23.400 visti più i residui di F1 e F2. La quarta, F4, è per «the brothers or sisters of citizens of the United States, if such citizens are at least 21 years of age», con 65.000 visti più i residui delle tre precedenti.
I numeri spiegano le attese. F4 ha 65.000 visti per la categoria in cui la domanda è più grande al mondo; F2A ha una riserva che la tiene spesso vicina alla data corrente; F1 e F3 stanno in mezzo. E su tutto pesa il limite per paese del § 202(a)(2), 8 U.S.C. § 1152(a)(2): i visti disponibili ai nati in un singolo Stato «may not exceed 7 percent» del totale delle categorie familiari e lavorative insieme. Per un cittadino italiano il limite per paese non morde quasi mai, e le date del bollettino che contano sono quelle della colonna «all chargeability areas»; è la ragione per cui le attese di un italiano in F4 sono lunghe ma non sono quelle di chi è nato in Messico o nelle Filippine. Il § 203(d) aggiunge i derivati: il coniuge e i figli del beneficiario principale di una preferenza «shall … be entitled to the same status, and the same order of consideration», se lo accompagnano o lo raggiungono. Il fratello in F4 porta con sé la moglie e i figli minori; l'immediate relative, che non è una preferenza, non porta nessuno, e per il coniuge e i figli serve una petizione a parte.
03La fila
La data di priorità e l'ordine del § 203(e)
La fila è una data. Il § 203(e)(1) dispone che i visti delle preferenze «shall be issued to eligible immigrants in the order in which a petition in behalf of each such immigrant is filed»: il posto è la data di deposito dell'I-130, che diventa la priority date, e ogni mese il Visa Bulletin dice fino a quale data, per ciascuna categoria, un visto è disponibile. Chi ha una data anteriore alla data pubblicata può chiedere il visto o l'adjustment; chi l'ha posteriore aspetta. La data non è un diritto al visto: è un diritto al turno, e il turno si perde. Il § 203(g) impone al Segretario di Stato di cancellare la registrazione di chi «fails to apply for an immigrant visa within one year following notification» della disponibilità, con reintegrazione solo se entro due anni si dimostra che il ritardo era dovuto a circostanze fuori dal controllo dell'interessato. Chi ha aspettato dodici anni e non risponde alla lettera del National Visa Center perde dodici anni.
L'8 C.F.R. § 204.2(h) fissa la durata della petizione approvata: resta valida «for the duration of the relationship to the petitioner and of the petitioner's status as established in the petition». Il rapporto e lo status: se uno dei due cambia, la petizione cambia con loro o muore. E il paragrafo (h)(2) contiene una regola che serve quando il primo deposito è andato male: una nuova petizione dello stesso petente per lo stesso beneficiario nella stessa categoria «shall be regarded as a reaffirmation or reinstatement of the validity of the original petition», con la data di priorità originaria, salvo che la prima sia stata cancellata per il § 203(g) o revocata. La data di priorità, quindi, appartiene alla coppia petente-beneficiario, non al modulo.
04Le conversioni
Quando la vita sposta la categoria: matrimonio, età, naturalizzazione
Le categorie non sono fisse, perché dipendono da tre fatti che cambiano: lo stato civile del beneficiario, la sua età e la cittadinanza del petente. L'8 C.F.R. § 204.2(i) regola le conversioni automatiche, e la regola generale è che la petizione si sposta nella categoria nuova conservando la data di priorità. Il figlio non sposato di un cittadino in F1 che si sposa passa in F3 «as of the date the beneficiary marries», con la stessa data; il figlio minore di un cittadino, immediate relative, che si sposa passa in F3; il figlio sposato in F3 che divorzia torna in F1 se ha più di ventun anni, o diventa immediate relative se ne ha meno. Il figlio minore di un cittadino che compie ventun anni passa in F1 con la data originaria, salvo che il Child Status Protection Act, di cui la pagina sulla CSPA dà conto, non gli conservi l'età. E quando il petente residente permanente si naturalizza, il paragrafo (i)(3) converte tutto verso l'alto: il coniuge e i figli minori in F2A diventano immediate relatives, e il figlio maggiorenne non sposato in F2B passa in F1, sempre con la data originaria.
Due conversioni vanno maneggiate con attenzione perché vanno nella direzione sbagliata, o non vanno affatto. La prima: il figlio non sposato di un residente permanente, in F2A o F2B, che si sposa non passa in nessuna categoria, perché il residente permanente non può presentare petizione per un figlio sposato. L'8 C.F.R. § 205.1(a)(3)(i)(I) lo dice come revoca automatica: la petizione decade «upon the marriage of a person accorded status as a son or daughter of a lawful permanent resident alien under section 203(a)(2)». Anni di fila si annullano con un atto di matrimonio, e la sola via è che il genitore si naturalizzi prima del matrimonio, o che il figlio aspetti. La seconda: la naturalizzazione del genitore, che di regola aiuta, per il figlio in F2B può fare male, perché per certi paesi la fila di F1 è più lunga di quella di F2B. Il Congresso lo sa, e il § 204(k), 8 U.S.C. § 1154(k), permette al figlio di depositare «a written statement that he or she elects not to have such conversion occur»; in quel caso «any determination … shall be made as if such naturalization had not taken place». Per un italiano l'opzione ha raramente valore, ma va conosciuta perché la scelta è del figlio e va fatta guardando le due colonne del bollettino.
05Il figlio che cresce
I ventun anni, la CSPA e la data che si conserva
Il confine tra «child» e «son or daughter» è il ventunesimo compleanno, e nel sistema delle preferenze quel compleanno sposta il beneficiario da F2A a F2B, o toglie il figlio derivato dalla petizione del genitore in F4. Il § 203(h), 8 U.S.C. § 1153(h), è il correttivo: per F2A e per i derivati, l'età si calcola «on the date on which an immigrant visa number becomes available», ridotta «by the number of days in the period during which the applicable petition … was pending», a condizione che il figlio «has sought to acquire the status» entro un anno dalla disponibilità. La pagina sulla CSPA spiega il calcolo, i suoi errori ricorrenti e che cosa significa «cercare di acquisire lo status». Qui basta la conseguenza sul sistema: un figlio che per la formula resta sotto i ventun anni resta in F2A o resta derivato; uno che la formula porta sopra passa in F2B, e per lui il § 203(h)(3) dispone che «the alien's petition shall automatically be converted to the appropriate category and the alien shall retain the original priority date». La fila non ricomincia; cambia colonna.
La regola più dura riguarda i derivati delle categorie lunghe. Il figlio di un fratello in F4 è derivato ai sensi del § 203(d) finché è «child», cioè sotto i ventun anni e non sposato. In una categoria in cui l'attesa supera i vent'anni, quasi ogni figlio derivato compie ventun anni prima che il numero sia disponibile, e la formula della CSPA — che sottrae solo il tempo in cui la petizione era pendente davanti all'USCIS, non il tempo in fila — di regola non lo salva. Il fratello arriva; il nipote resta in Italia, e per lui servirà una petizione nuova, del genitore ormai residente, in F2B, con una nuova data. È l'aritmetica che le famiglie scoprono al colloquio, e che va fatta il giorno in cui si deposita la petizione.
06Il metodo
Depositare presto, cambiare categoria con cautela, non perdere il turno
Da tutto questo discendono tre regole di lavoro. La prima: si deposita appena il rapporto esiste, anche se la fila è lunga, perché la data di priorità è l'unico bene che non si può comprare dopo. Un residente permanente che deposita per il figlio ventenne oggi, e si naturalizza tra tre anni, avrà un figlio in F1 con una data di tre anni fa; chi aspetta la naturalizzazione per depositare avrà un figlio in F1 con una data di oggi. La seconda: ogni evento della vita del beneficiario si legge prima nel § 204.2(i) e nel § 205.1 e poi nel calendario. Un matrimonio, una naturalizzazione, un compleanno hanno una conseguenza sulla categoria, e la conseguenza si sceglie quando si può scegliere: la data delle nozze del figlio di un residente permanente non è un dettaglio di famiglia. La terza: la lettera del National Visa Center si risponde entro l'anno, sempre, anche solo per dire che si è ancora interessati, perché il § 203(g) non fa eccezioni per chi non l'ha letta.
E una regola di prospettiva, che vale per chi consiglia. Il sistema delle preferenze è il luogo in cui il diritto americano dice che la famiglia allargata non ha un diritto al ricongiungimento ma un posto in fila, e in cui i numeri del § 203(a) — fissati nel 1990 e mai aggiornati — producono attese che nessun altro strumento accorcia. Non esiste un waiver per la fila; non esiste un'urgenza che la salti; esistono solo le conversioni, la CSPA e la data. Chi cerca per un fratello o per un figlio sposato una via più rapida deve cercarla altrove, nelle categorie lavorative o in un visto temporaneo, e sapere che intanto la data in fila continua a lavorare.
Quattro categorie, una data, e tre fatti della vita — sposarsi, compiere ventun anni, diventare cittadini — che spostano la categoria conservando la data, o la cancellano. La fila americana non si salta; si entra presto e non si esce per errore.
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