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Investire negli Stati Uniti · E-2

E-2: la provenienza dei fondi e il tracciamento

Due domande che il console fa separatamente: da dove viene il denaro, ed è dell'investitore? La risposta è una catena di esibiti che si legge senza fidarsi di nessuno, costruita con gli atti che l'ordinamento italiano produce e nella forma in cui l'Ambasciata di Roma la legge.

01Il punto di partenza

Due domande, due dimostrazioni, un solo fascicolo

La pagina sul visto E-2 spiega che la prova dei fondi è una doppia dimostrazione — da dove viene il denaro, e come è arrivato all'impresa — e perché i fascicoli che la trattano come una formalità bancaria si indeboliscono proprio lì. Questa pagina è il passo successivo: come si costruisce quella prova, fonte per fonte, con i documenti che l'ordinamento italiano produce e nella forma in cui l'Ambasciata di Roma, che per l'Italia è l'unica sede per i visti E-1 ed E-2, la legge.

Le due domande hanno ciascuna una base testuale. La prima è nel regolamento del DHS: l'investimento è il collocamento a rischio di capitale, «including funds and other assets (which have not been obtained, directly or indirectly, through criminal activity)» (8 CFR 214.2(e)(12)). La seconda è in entrambi i regolamenti: «the treaty investor must be in possession of and have control over the capital invested or being invested» (22 CFR 41.51(b)(7); 8 CFR 214.2(e)(12)). Provenienza lecita e possesso effettivo sono requisiti distinti, e un fascicolo può provare il primo e fallire il secondo — il denaro dei genitori che resta sul conto dei genitori è lecito e non è nel possesso dell'investitore.

Il manuale consolare dice al funzionario che cosa accettare e che cosa può chiedere. Per il 9 FAM 402.9-6(B), paragrafo b, la fonte «may include capital assets or funds from savings, gifts, inheritance, contest winnings, loans collateralized by the applicant's own personal assets or other legitimate sources»; «the source of the funds need not be outside the United States»; e il funzionario «may request whatever documentation is needed to properly assess the source of the funds». Non c'è un elenco chiuso di documenti: c'è un funzionario che deve poter seguire il denaro, e il fascicolo va costruito perché possa farlo senza fidarsi di nessuno.

02La catena

Un esibito per ogni anello, dal documento che genera la provvista al conto dell'impresa

La forma che funziona è una catena numerata in cui ogni anello si aggancia al successivo con un dato oggettivo: una data, un importo, un numero di conto. Il primo anello è il documento che genera la provvista — l'atto di vendita, la dichiarazione dei redditi, l'atto di donazione. Il secondo è l'estratto conto che la riceve, con l'accredito evidenziato. Il terzo è il bonifico verso gli Stati Uniti, con la causale e il cambio applicato. Il quarto è l'estratto del conto americano dell'impresa che incassa. Tra il primo e il quarto non deve esserci un salto che il funzionario debba colmare con un atto di fede.

Tre regole pratiche derivano da questa forma. La prima riguarda il tempo: la provvista deve esistere prima dell'impegno, e un fascicolo in cui il conto dell'impresa risulta alimentato da un versamento che l'investitore non sa spiegare, o che precede il documento che dovrebbe averlo generato, è un fascicolo che racconta un'altra storia. La seconda riguarda i conti misti: quando il denaro della vendita immobiliare entra su un conto che contiene anche stipendi, rimborsi e movimenti familiari, la catena si prova ugualmente, ma con gli estratti integrali e non con la sola pagina dell'accredito, perché il funzionario deve poter vedere che la somma è rimasta disponibile fino al bonifico. La terza riguarda il cambio: l'importo in euro e quello in dollari devono riconciliarsi attraverso la contabile bancaria che indica il tasso e le commissioni, altrimenti la differenza tra i due numeri diventa una domanda.

Il possesso e il controllo si provano con la titolarità dei conti. Un conto cointestato con il coniuge è possesso; un conto intestato a un genitore, a un fratello o a una società italiana non lo è, finché il denaro non passa sul conto dell'investitore con un titolo che lo giustifichi — la donazione, il dividendo, il prestito. È il passaggio che più spesso manca nei fascicoli italiani, dove il denaro «di famiglia» viene bonificato direttamente all'impresa americana dal conto di chi lo possiede davvero.

03Le fonti, una per una

I documenti italiani che provano ciascuna provenienza

Per l'investitore italiano la materia prima è buona, perché molte provenienze passano da atti pubblici che il sistema americano non conosce e che, tradotti, valgono più di qualunque dichiarazione.

Risparmi da lavoro o da impresa. Le dichiarazioni dei redditi degli anni in cui il capitale si è formato — Certificazione Unica, modello 730 o Redditi — e gli estratti conto che mostrano l'accumulo. Un capitale di trecentomila euro con redditi dichiarati di trentamila l'anno per cinque anni è una domanda a cui il fascicolo deve rispondere prima che la ponga il funzionario.

Vendita di un immobile. L'atto notarile di compravendita, che fissa parti, prezzo e modalità di pagamento; la visura che collega l'immobile al venditore; l'estratto conto che riceve il prezzo. Se l'immobile era stato a sua volta acquistato o ereditato di recente, il funzionario può chiedere anche quel passaggio: la catena inizia dove il patrimonio è entrato nella disponibilità dell'investitore.

Donazione. È la fonte più frequente e la meno documentata. L'atto pubblico di donazione, con la sua registrazione, è la prova migliore; il bonifico con causale «donazione» accompagnato da una dichiarazione del donante è la prova minima. Il manuale ammette le donazioni tra le fonti lecite, ma il funzionario può risalire alla provenienza del donante: la donazione sposta la domanda sulla fonte, non la chiude. Per il donante valgono quindi gli stessi documenti — redditi, vendita, eredità — nella misura necessaria a rendere plausibile la somma.

Eredità. La dichiarazione di successione, l'eventuale atto di accettazione, la certificazione della banca sul trasferimento delle somme o dei titoli, e l'estratto conto che li riceve. Il manuale precisa che «inheritance of a business itself does not constitute an investment»: l'azienda ereditata è patrimonio, non investimento, finché l'investitore non vi colloca capitale a rischio o non la vende per investire il ricavato.

Cessione di quote, dividendi, liquidazione di una società. L'atto di cessione delle quote con il prezzo, i verbali assembleari che deliberano la distribuzione, i bilanci da cui la distribuzione risulta, e la ritenuta fiscale applicata. È la fonte in cui più spesso si confonde il denaro della società con quello del socio: un bonifico dal conto della s.r.l. italiana al conto dell'impresa americana non prova che il capitale sia dell'investitore, ma che è della s.r.l., e il funzionario lo leggerà così.

Prestiti. La regola è scritta, ed è la stessa nei due regolamenti: il capitale «must be the investor's unsecured personal business capital or capital secured by personal assets» (22 CFR 41.51(b)(7); 8 CFR 214.2(e)(12)). Il manuale la applica in due righe, al 9 FAM 402.9-6(B), paragrafo c: «indebtedness such as mortgage debt or commercial loans secured by the assets of the enterprise cannot count toward the investment, as there is no requisite element of risk», anche se «some personal assets are also used as collateral»; conta invece «only indebtedness collateralized by the applicant's own personal assets, such as a second mortgage on a home or unsecured loan, such as a loan on the applicant's personal signature». Il mutuo sulla casa in Italia è investimento; il finanziamento garantito dal ristorante americano non lo è. Il prestito di un familiare conta se è personale e documentato — contratto, data, importo, condizioni di restituzione — e se l'investitore ne risponde con il proprio patrimonio.

Beni, macchinari, proprietà intellettuale. Il manuale ammette come investimento «the value of goods or equipment transferred to the United States (such as factory machinery shipped to the United States to start or enlarge a plant)», purché l'investitore dimostri che «will be or are currently being used in an ongoing commercial enterprise» e non a fini personali (9 FAM 402.9-6(B), paragrafo g); e i diritti su beni immateriali «to the extent to which their value can reasonably be determined», con i contratti che ne generano reddito o, in mancanza, perizie di esperti del settore (paragrafo h). Per il produttore italiano che apre una sede americana con le proprie macchine, la fattura d'acquisto originaria, la bolla di spedizione e la perizia di valore sono la catena.

04L'arrivo

Che cosa conta come investito, e che cosa il console non conta

La catena finisce dove il denaro diventa investimento, e il regolamento dice che cosa significa: il capitale «must be subject to partial or total loss if investment fortunes reverse» e «must be irrevocably committed to the enterprise», con l'onere della prova sull'investitore (22 CFR 41.51(b)(7)). Il manuale traduce in condotte: per essere «in the process of investing» l'investitore «must be close to the start of actual business operations, not simply in the stage of signing contracts (which may be broken) or scouting for suitable locations and property», e «mere intent to invest, or possession of uncommitted funds in a bank account, or even prospective investment arrangements entailing no present commitment, will not suffice» (9 FAM 402.9-6(B), paragrafo e).

L'escrow è l'eccezione che i regolamenti stessi prevedono: l'investitore «may use any legal mechanism available, such as by placing invested funds in escrow pending visa issuance, that would not only irrevocably commit funds to the enterprise but that might also extend some personal liability protection to the treaty investor» (22 CFR 41.51(b)(7)). Il manuale ne dà l'esempio tipico, al paragrafo d: «the purchase of a business that is conditioned upon the issuance of the E-2 visa may still qualify as an irrevocable investment», se «the assets to be used are held in escrow for release or transfer once the condition is met». La condizione ammessa è una sola, il rilascio del visto; un escrow revocabile a discrezione dell'investitore o condizionato ad altri eventi non impegna nulla.

Alcune voci contano in modo particolare. I canoni di locazione di locali e attrezzature «may be calculated toward the investment in an amount limited to the funds devoted to that item in any one month», e il valore di mercato dell'attrezzatura in leasing non conta, né conta il canone annuo se non è stato pagato in anticipo (paragrafo f). Le attrezzature acquistate e le scorte in magazzino contano (paragrafo g). Non contano i fondi fermi sul conto, le spese di vita personale, e i beni tenuti per la sola rivalutazione: per il 9 FAM 402.9-6(C) l'impresa «cannot be a paper organization or an idle speculative investment held for potential appreciation in value, such as undeveloped land or stocks held by an investor without the intent to direct the enterprise».

05Dietro la provenienza

Il motivo di inammissibilità che il fascicolo dei fondi tocca senza nominarlo

La verifica sulla provenienza non è solo un requisito della categoria. Dietro di essa sta il § 212(a)(2)(I), che rende inammissibile chi il funzionario «knows, or has reason to believe, has engaged, is engaging, or seeks to enter the United States to engage» in un'operazione di riciclaggio, e che non richiede una condanna né ammette il waiver per chi chiede la residenza. Il manuale impone al funzionario di «articulate specific facts» su quattro componenti — la transazione, la provenienza da un'attività illecita, la consapevolezza, la finalità di occultamento (9 FAM 302.3-9(B)(1)) — e investire in una società americana denaro che si sa provenire da un delitto è, alla lettera, una di quelle transazioni.

Ne ho scritto nella pagina sul riciclaggio. Qui basta la conseguenza pratica: un'indagine italiana pendente, un accertamento fiscale che qualifica come proventi di reato una parte del patrimonio, un procedimento di prevenzione, vanno conosciuti e valutati prima di presentare la domanda, perché il funzionario che li scopre dopo non ha un requisito della categoria da negare, ma un motivo di inammissibilità da applicare, e il DS-160 firmato senza dichiararli aggiunge la misrepresentation.

06Gli errori

I fascicoli che si indeboliscono, e dove

Il versamento in contanti sul conto italiano, senza il documento che lo precede, interrompe la catena al primo anello: il contante non ha provenienza documentabile, e il funzionario non è tenuto a supporla. Il bonifico all'impresa americana partito dal conto di un terzo — il genitore, il socio italiano, la società di famiglia — prova la provenienza e nega il possesso, salvo che tra il terzo e l'investitore ci sia un atto che trasferisce la somma. Il «prestito da un amico» senza contratto, senza data e senza condizioni non è un prestito personale documentato, e il funzionario lo tratterà come denaro di cui non si conosce la fonte. La lettera del commercialista che riassume la storia patrimoniale in una pagina non sostituisce gli esibiti che riassume, e da sola chiede al funzionario esattamente l'atto di fede che il manuale gli dice di non fare.

Poi ci sono le discrepanze. Le cifre del DS-156E — il modulo dell'impresa E che accompagna il DS-160 (9 FAM 402.9-11(A)) — devono coincidere con gli estratti conto e con il contratto di acquisto o di locazione: un investimento dichiarato di duecentomila dollari con estratti che ne mostrano centoquaranta è un rifiuto ai sensi del § 221(g) in attesa di spiegazioni, e ogni spiegazione data dopo pesa meno di quella data prima. E c'è il tempo: il conto dell'impresa aperto la settimana prima del colloquio, con un unico accredito, racconta un investimento che non è «close to the start of actual business operations».

Il fascicolo dei fondi non convince il funzionario: gli permette di non dover credere a nessuno. Ogni anello che manca è una domanda al colloquio, e ogni domanda al colloquio è una risposta che il richiedente dà senza documenti in mano.