01Il punto di partenza
Quattro strati di costo, e uno solo che il lavoratore può pagare
Quanto costa assumere un italiano in H-1B è la domanda che il cliente aziendale fa per prima, e la risposta nel 2026 ha quattro strati. Il primo è il salario, che non è libero: la legge impone un minimo calcolato dal Dipartimento del Lavoro, ed è un costo ricorrente per tutta la durata del rapporto. Il secondo sono le tasse dell'USCIS, che si sommano l'una all'altra secondo la dimensione e la composizione del datore. Il terzo è il pagamento di 100.000 dollari che dal settembre 2025 condiziona l'ingresso dall'estero di un nuovo lavoratore H-1B, prorogato il 18 settembre 2026 per un altro anno. Il quarto, per ora, è una proposta: una fee di 103.265 dollari su ogni petizione soggetta al tetto, in consultazione fino al 24 settembre 2026. Di questi quattro strati, nessuno può essere scaricato sul lavoratore, e questa è la regola che l'azienda italiana, abituata ad altri usi, deve imparare per prima.
La pagina sull'H-1B descrive il visto e quella sulla compliance del datore descrive gli obblighi dell'LCA dopo la firma — l'avviso, il public access file, il no-benching, le sanzioni; qui tratto il salario e il denaro. Ogni importo che segue ha una data, il settembre 2026, e la versione che conta è quella del giorno del deposito.
02Il salario
Attuale o prevalente, il maggiore dei due, in quattro livelli
La regola sta nell'INA § 212(n)(1)(A): il datore attesta che pagherà almeno il maggiore tra «the actual wage level paid by the employer to all other individuals with similar experience and qualifications for the specific employment in question» e «the prevailing wage level for the occupational classification in the area of employment», «based on the best information available as of the time of filing the application». Il salario attuale è quello dei colleghi comparabili nella stessa azienda, e il datore deve saper spiegare il sistema con cui lo fissa. Il salario prevalente è quello del mercato locale per quella professione, e il regolamento indica come si determina: un contratto collettivo se c'è; altrimenti la determinazione del National Processing Center del Dipartimento del Lavoro, fondata sulla media aritmetica dei salari rilevati dall'indagine OEWS del Bureau of Labor Statistics, oppure una fonte indipendente autorevole o un'altra fonte legittima che rispetti i criteri del regolamento (20 C.F.R. § 655.731(a)(2)). Chi chiede la determinazione ufficiale ottiene un dato che il Dipartimento considera corretto e che, una volta usato nell'LCA, non può più contestare; chi usa un'altra fonte risparmia tempo e si assume il rischio che la fonte sia giudicata inadeguata.
I livelli sono quattro per legge: dove il Dipartimento usa un'indagine pubblica, «such survey shall provide at least 4 levels of wages commensurate with experience, education, and the level of supervision» (§ 212(p)(4)). Il livello I è la posizione d'ingresso, il livello IV quella del professionista pienamente esperto che ne supervisiona altri; tra i due, il livello si ricava dai requisiti di esperienza e di istruzione della posizione e dalle sue responsabilità, e va scelto sulla posizione reale, non sul candidato: un neolaureato assunto per una posizione da senior va pagato al livello della posizione. Due regole particolari completano il quadro: per le università e gli enti di ricerca il salario prevalente si calcola «only» sui dipendenti di istituzioni analoghe nell'area (§ 212(p)(1)), il che spiega perché il ricercatore universitario in H-1B guadagni meno del suo omologo industriale senza che l'LCA sia violata; e il salario prevalente è dovuto al cento per cento, senza gli sconti di un tempo (§ 212(p)(3)).
Il livello salariale è diventato nel 2026 molto più di un dato dell'LCA. Dalla stagione dell'anno fiscale 2027 la lotteria è ponderata sui livelli, e il datore che dichiara un livello III entra nell'urna con tre biglietti invece di due. E il Dipartimento del Lavoro ha proposto il 27 marzo 2026 di riscrivere il modo in cui i quattro livelli si ricavano dai dati OEWS, «to better align prevailing wage levels with the wages paid to U.S. workers who are similarly employed» (91 FR 15454): i commenti si sono chiusi il 26 maggio 2026 e, al momento in cui scrivo, la regola finale non c'è. I livelli descritti in questa pagina sono quelli vigenti; chi pianifica un'assunzione per il 2027 dovrebbe prevedere che siano più alti.
03Le tasse
Chi paga che cosa, e ciò che non si può far pagare
Le tasse di deposito sono nel regolamento sulle fees dell'USCIS, 8 C.F.R. § 106.2, e nel settembre 2026 si compongono così. La petizione I-129 per un H-1B costa 780 dollari, ridotti a 460 per i piccoli datori e gli enti non profit. La Asylum Program Fee, che finanzia il sistema dell'asilo e si paga su ogni petizione per lavoratori, è di 600 dollari, 300 per i piccoli datori, zero per i non profit. La tassa ACWIA, che finanzia la formazione dei lavoratori americani, è di 1.500 dollari, o 750 per chi ha fino a venticinque dipendenti, e non si paga sulle petizioni delle università e degli enti di ricerca né su certe estensioni. La Fraud Prevention and Detection Fee è di 500 dollari e si paga sulla petizione iniziale e sul cambio di datore. Per chi vuole una decisione in quindici giorni lavorativi, il premium processing costa dal 1° marzo 2026 2.965 dollari (8 C.F.R. § 106.4(c)). E prima di tutto questo, per le petizioni soggette al tetto, ci sono i 215 dollari della registrazione (§ 106.2(a)(11)).
Una tassa a parte riguarda i datori grandi e dipendenti dal programma. La 9-11 Response and Biometric Entry-Exit Fee è dovuta da chi ha cinquanta o più dipendenti negli Stati Uniti, se più della metà sono in H-1B, L-1A o L-1B: 4.000 dollari per una petizione H-1B, 4.500 per una L-1 (§ 106.2(a)(8)-(9)). Fino al 9 settembre 2026 l'USCIS la riscuoteva sull'ingresso iniziale e sul cambio di datore; da quella data, con la regola finale dell'agosto 2026, «covered employers submit the 9-11 Biometric Fee for all extension of status petitions, regardless of whether the related fraud prevention and detection fee applies», compresa l'estensione con lo stesso datore (91 FR 51360). La tassa ha una scadenza legale — «petitions filed on or before September 30, 2027» — che il Congresso ha già prorogato più volte. Per la filiale italiana con dieci dipendenti non si pone; per la società di consulenza che ha costruito l'organico sugli H-1B è diventata, dal settembre 2026, un costo ricorrente a ogni rinnovo.
Che cosa il lavoratore non può pagare lo dice il Dipartimento del Lavoro, e lo dice come divieto assoluto. Il salario dovuto non può essere ridotto per farsi rimborsare la tassa ACWIA (20 C.F.R. § 655.731(c)(10)(ii)); non può essere ridotto per una penale di dimissioni anticipate, che il datore «is not permitted to require (directly or indirectly)», distinta dai liquidated damages genuini che la legge dello Stato ammette (§ 655.731(c)(10)(i)); e ogni spesa d'impresa scaricata sul dipendente — comprese, per espressa indicazione del regolamento, le spese legali e i costi di preparazione dell'LCA e della petizione, che il datore è tenuto a sostenere — è una detrazione non autorizzata «even if the matter is not shown in the employer's payroll records as a deduction» (§ 655.731(c)(9)(iii)(C), (c)(12)). La detrazione non autorizzata è, per il Dipartimento, mancato pagamento del salario: arretrati, sanzioni, e se dolosa l'interdizione dal programma. L'azienda italiana che «anticipa» le spese del visto e le trattiene dallo stipendio, o che fa firmare al dipendente un impegno a restituirle se se ne va entro due anni, ha scritto nel contratto la prova della violazione.
04I 100.000 dollari
La proclamazione del 2025, la sentenza, la proroga al 2027
Il 19 settembre 2025 il Presidente ha firmato la Proclamation 10973 (90 FR 46027), che ai sensi dei §§ 212(f) e 215(a) dell'INA limita «the entry into the United States of aliens as nonimmigrants to perform services in a specialty occupation», «except for those aliens whose petitions are accompanied or supplemented by a payment of $100,000», con effetto dalle 00:01 del 21 settembre 2025. Il datore deve procurarsi e conservare, prima del deposito della petizione per un lavoratore fuori dagli Stati Uniti, la prova del pagamento; il Dipartimento di Stato verifica il pagamento nel procedimento del visto e rilascia il visto solo se è stato fatto; il Segretario della Sicurezza interna può esentare singole persone, aziende o interi settori se lo ritiene «in the national interest». La misura colpisce chi deve entrare per attivare la petizione — attraverso il consolato, un porto d'ingresso, il pre-clearance — e non chi è già nel Paese e ottiene l'H-1B con un cambio di status: lo studente italiano in F-1 che passa all'H-1B da Boston non paga; il suo compagno di corso che è tornato a Milano e aspetta il visto a Napoli, sì.
La tenuta giuridica della misura è stata messa alla prova e, in primo grado, ha retto. In Chamber of Commerce of the United States v. DHS, No. 25-cv-3675 (D.D.C. 23 dicembre 2025), la Corte distrettuale di Washington ha respinto la domanda della Camera di Commercio: «The lawfulness of the Proclamation and its implementation rests on a straightforward reading of congressional statutes giving the President broad authority to regulate entry into the United States for immigrants and nonimmigrants alike», e poiché la proclamazione «was issued pursuant to such an express statutory grant of authority to the President», non è ultra vires. Al momento in cui scrivo non conosco una decisione d'appello, e chi pianifica deve trattare la misura come vigente.
Vigente lo è, e per un altro anno. La proclamazione aveva una durata di dodici mesi «absent extension», e il 18 settembre 2026, tre giorni prima della scadenza, il Presidente l'ha prorogata «for an additional 12 months, until 12:00 a.m. eastern daylight time on September 21, 2027», con gli stessi termini e le stesse eccezioni. Il testo della proroga contiene i numeri dell'anno trascorso, che vale la pena conoscere: il pagamento è stato fatto «for over 700 petitions»; le registrazioni delle grandi società di outsourcing informatico sono scese da 24.946 a 2.055; le richieste di consular processing per nuovi H-1B sono diminuite di quasi il 97 per cento tra la stagione 2025 e quella 2027. La misura ha fatto ciò per cui era stata scritta — spostare l'H-1B dall'assunzione dall'estero al cambio di status di chi è già negli Stati Uniti — e le quattro agenzie devono raccomandare al Presidente, entro trenta giorni dalla prossima lotteria, se prorogarla ancora. Per l'italiano che è in Italia e riceve un'offerta H-1B, la conseguenza pratica è che il suo datore deve mettere in conto centomila dollari, o una strada diversa: l'ingresso con un altro visto e il cambio di status dall'interno, quando le condizioni lo consentono, o le categorie che non hanno questo costo, dall'L-1 per chi lavora già nel gruppo all'O-1 per chi ne ha i titoli.
05La proposta
La fee da 103.265 dollari: che cosa dice il testo
Il 25 agosto 2026 il Dipartimento della Sicurezza interna ha pubblicato la proposta di una nuova tassa (91 FR 54817, corretta il 10 settembre in 91 FR 57516): «a $103,265 fee, payable at the time of filing, for all H-1B cap-subject petitions, including those eligible for the advanced degree exemption, which would be imposed in addition to all other applicable fees or payments». Il testo chiarisce tre cose che il clamore ha confuso. La tassa si applicherebbe alle sole petizioni soggette al tetto, «not to all H-1B petitions such as cap-exempt filings»: le università, gli enti di ricerca e chi lavora per loro ne resterebbero fuori, come restano fuori dalla lotteria. La tassa sarebbe «separate from the $100,000 payment required by Proclamation 10973 and is based on different authority»: la proclamazione limita l'ingresso in forza del § 212(f), la fee recupera costi in forza del § 286(m) dell'INA, e i due importi si sommerebbero per il lavoratore assunto dall'estero. E la tassa sarebbe dovuta al deposito, su una petizione che può essere negata: il Dipartimento prevede un volume di 85.000 petizioni l'anno, e la registrazione, che precede la petizione, resta non rimborsabile.
I commenti si sono chiusi il 24 settembre 2026. Una proposta non è una regola, e questa pagina non la tratta come tale; ma il datore che sta decidendo oggi se registrare un candidato a marzo 2027 deve sapere che, se la regola finale sarà pubblicata nei termini proposti, la petizione che seguirà la selezione costerà centomila dollari più le tasse ordinarie, e che l'unico modo di saperlo con certezza sarà leggere il Federal Register il giorno in cui la selezione arriva. Per l'azienda italiana la proposta sposta ancora di più il baricentro verso le categorie senza tetto e senza fee — il ricercatore in università, il dirigente in L-1, il fondatore con un E-2 — e verso la domanda che precede tutte le altre: se la persona che si vuole assumere ha bisogno davvero di un H-1B, o se il suo profilo apre una porta che costa meno.
06Il conto
Che cosa mettere in bilancio, con la data accanto
Per una filiale italiana di dimensioni ordinarie, che assume nel 2026 un ingegnere già negli Stati Uniti in F-1 con cambio di status, il conto delle tasse è la somma di registrazione, I-129, Asylum Program Fee, ACWIA e Fraud Fee — alcune migliaia di dollari — più il premium processing se serve la data, più il salario di livello per tutta la durata. Per la stessa filiale che assume lo stesso ingegnere mentre è in Italia, il conto aggiunge centomila dollari, fino al settembre 2027. Per la società con cinquanta dipendenti in maggioranza H-1B, ogni estensione aggiunge la 9-11 fee. E per tutti, se la proposta dell'agosto 2026 diventerà regola, ogni petizione soggetta al tetto aggiungerà 103.265 dollari dal giorno in cui la regola entrerà in vigore. Nessuna di queste cifre può essere recuperata dal lavoratore, nemmeno con il suo consenso, e chi la mette nel contratto non ha risparmiato: ha documentato.
Il salario lo fissa il Dipartimento del Lavoro, in quattro livelli che dal 2026 decidono anche la lotteria; le tasse le paga il datore, tutte; i centomila dollari valgono fino al 21 settembre 2027; i 103.265 sono una proposta. Il costo di un H-1B si legge il giorno del deposito, con il Federal Register aperto.
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